Ecco perché i bond entreranno nel 2020 senza l’euforia di quest’anno

Mercato obbligazionario meno euforico dalla fine dell'estate e lo sarà probabilmente ancora meno nel 2020. Vediamo le principali cause di questa inversione di marcia.

di , pubblicato il
Mercato obbligazionario meno euforico dalla fine dell'estate e lo sarà probabilmente ancora meno nel 2020. Vediamo le principali cause di questa inversione di marcia.

Da settembre, quando la massa dei bond con rendimenti negativi era arrivata alla bellezza di 17.000 miliardi di dollari, riguardando circa un terzo dell’intero mercato globale, siamo scesi a qualcosa come 11.000 miliardi, -6.000 miliardi in appena tre mesi o poco più. Basti guardare all’andamento dei principali “benchmark” per capire che l’aria sia parzialmente cambiata: il Treasury a 10 anni offre l’1,92%, in netto rialzo dall’1,46% di inizio settembre; il Bund di pari durata viaggia al -0,24%, dal -0,70% di fine agosto.

E si consideri che agli inizi di agosto, l’intera curva delle scadenze in Germania per la prima volta offriva rendimenti negativi, mentre oggi si mostra positiva già dai 20 anni insù. Il trentennale tedesco, ad esempio, ha praticamente cambiato di segno, passando dal -0,27% al +0,27%.

Come cambierà il mercato obbligazionario di Eurolandia dopo Draghi?

Tra realizzi dei guadagni e notizie più positive delle attese sul fronte macroeconomico, il mercato ha preferito vendere. Per il 2020, l’euforia potrebbe scemare ulteriormente. Gli ingredienti per un prosieguo dei deprezzamenti e un contestuale rialzo dei rendimenti ci sono tutti. Anzitutto, le tensioni commerciali USA-Cina, che pure restano all’ordine del giorno, si sono sgonfiate dai picchi raggiunti proprio nell’estate passata, quando le due superpotenze si beccarono a colpi di dazi. La Brexit, poi, è divenuta meno pericolosa dopo le recenti elezioni britanniche per l’economia europea nel suo complesso con il raggiungimento di un accordo tra il governo Johnson e la Commissione, pur bocciato dal Parlamento di Londra.

Cosa deprime i bond

Proprio la prospettiva di un clima più disteso tra Washington e Pechino ha contribuito a migliorare le prospettive di crescita per l’economia globale, anche perché nel frattempo la Germania ha evitato per un soffio la caduta in recessione e il pil negli USA incede a passi soddisfacenti. Per questo, la Federal Reserve ha smesso di tagliare i tassi e lascia intravedere il loro mantenimento ai livelli attuali fino a tutto il 2020, alzandoli successivamente. Infine, la Cina ha ripreso a stimolare la sua economia, il cui tasso di crescita ha decelerato ai minimi da 30 anni, sostenendo le emissioni delle società controllate dallo stato, così da destinarne i proventi agli investimenti.

Tutti questi fattori deprimono le quotazioni obbligazionarie. I bond sono assets a reddito fisso, acquistati particolarmente nelle fasi avverse. Venuto parzialmente meno il rischio di instabilità finanziarie e tensioni geopolitiche, gli investitori stanno riversandosi più sul comparto azionario, anche perché i già altissimi prezzi dell’obbligazionario non verrebbero più giustificati da una politica monetaria attesa un po’ meno accomodante sul piano globale, specie se due tra le principali economie (USA e Cina) stiano tenendo espansiva la rispettiva politica fiscale per sostenere la crescita.

Portafoglio obbligazionario in calo? Ecco tre mosse per bilanciarlo

[email protected] 

Argomenti: , , , ,