Ecco i guadagni sui Bund ai massimi storici con i rendimenti azzerati fino ai 30 anni

I titoli di stato della Germania rendono ai minimi di sempre, eppure i guadagni che ci si potrebbe fare sarebbero discreti e persino veloci nel caso in cui i rendimenti si azzerassero lungo l'intera curva delle scadenze.

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I titoli di stato della Germania rendono ai minimi di sempre, eppure i guadagni che ci si potrebbe fare sarebbero discreti e persino veloci nel caso in cui i rendimenti si azzerassero lungo l'intera curva delle scadenze.

Rendimenti negativi fino ai 17 anni e di poco positivi per scadenze più lunghe. I Bund della Germania infliggono enormi e crescenti perdite agli obbligazionisti che li acquistino a questi prezzi e intendano tenerli fino alla fine. Non parliamo quasi mai di famiglie, nemmeno tedesche stesse, quanto di investitori istituzionali “costretti” a tenere a bilancio debito di ottima qualità e che, pertanto, devono chiudere entrambi gli occhi rispetto al rosso potenzialmente accusato e che deprime la già debole performance degli assets obbligazionari di questa fase.

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Non è detto, però, che non si possa guadagnare anche investendo sui titoli di stato della Germania. Come? Vendendoli semplicemente a prezzi ancora più alti, senza attendere che arrivino a scadenza. Questa sarebbe la prospettiva con la nuova fase di accomodamento monetario globale, che ha già spinto i rendimenti tedeschi ai nuovi minimi storici, con i decennali ad avere toccato il -0,32%. Secondo parte del mondo finanziario, sarebbe solo questione di tempo prima che i rendimenti dei Bund scendano sottozero lungo l’intera curva delle scadenze.

Guadagni sui Bund lungo tre scadenze

Per il momento, scartiamo questa ipotesi, che per quanto estrema possa apparire si rivela abbastanza concreta; supponiamo, invece, che semplicemente si azzerino tutti i rendimenti dai 17 anni insù. Concentriamoci su tre scadenze chiave: 20, 25 e 30 anni. Partiamo dal Bund 2039, cedola 4,25% (ISIN: DE0001135325): oggi quota a 182,65 e rende solamente lo 0,065%. Nel caso in cui il suo rendimento dovesse azzerarsi, il prezzo salirebbe in area 185, cioè segnerebbe un guadagno dell’1,3%. Non granché, ma si consideri che la prospettiva sarebbe a giorni.

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Spostiamoci sulla scadenza di 5 anni più lunga, ossia sul Bund 2044 e cedola 2,50% (ISIN: DE0001135481). Prezza 156 e rende poco meno dello 0,20%. Se offrisse prima o poi zero, si porterebbe intorno a 162, per cui guadagnare il 4%. Magari ci metterebbe qualche seduta in più rispetto al ventennale, ma di questo passo il destino sarebbe segnato.

Infine, il trentennale tedesco: Bund 2048 e cedola 1,25% (ISIN: DE0001102432). Offre lo 0,265% e con una duration di 25 anni avrebbe bisogno di apprezzarsi di un altro 7,5% rispetto alla quotazione attuale di 126,5 per azzerare il rendimento.

Stando alle previsioni dello stesso mercato, il Bund a 30 anni dovrebbe scendere in territorio negativo entro la fine del 2020. Probabile, però, che si registri un’accelerazione in tal senso, scatenata dalla pressante ricerca di rendimento, ora che una montagna di bond per 12.500 miliardi di dollari nel mondo rende negativamente, sfiorando il record di tre anni fa. Chiaramente, se i rendimenti diventassero negativi lungo l’intera curva, i guadagni di cui sopra non farebbero che accentuarsi. Se per ipotesi, il Bund a 20 anni dovesse offrire in futuro quanto quello svizzero oggi (-0,12%), la quotazione salirebbe del 3%. E meglio ancora andrebbe alle scadenze più lunghe.

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