Ecco i bond in euro usciti rafforzati dopo l’ultima decisione BCE

Non solo green bond. Un altro segmento del mercato obbligazionario gongola dopo che l'Eurotower ha rivisto le condizioni dei suoi programmi monetari, la settimana scorsa.

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Non solo green bond. Un altro segmento del mercato obbligazionario gongola dopo che l'Eurotower ha rivisto le condizioni dei suoi programmi monetari, la settimana scorsa.

Nei giorni scorsi, la BCE ha compiuto un grande passo nella direzione di sostenere il mercato obbligazionario “verde”, includendo i cosiddetti green bond tra gli assets acquistabili per i suoi programmi monetari e comunicando che li accetterà come collaterale di garanzia. Ma c’è stato un altro segmento del mercato ad essere uscito vincitore dalla svolta di Francoforte: quello dei bond Key Performance Indicator (KPI)-linked o anche noti come Sustainability-Linked Bond (SLB).

Green bond, è svolta alla BCE: saranno acquistati e accettati come collaterale

L’istituto ha altresì reso noto, infatti, che per venire incontro alle ragioni dell’ambiente, e non solo, comprerà anche i titoli del debito emessi con cedole step-up, i quali anch’essi potranno essere esibiti dalle banche come collaterale di garanzia per ottenere liquidità. Sinora, i bond con cedole crescenti lungo le scadenze non sono stati ammessi tra quelli acquistabili, per cui ne hanno fatto le spese proprio gli SLB, i bond collocati sul mercato con obiettivi di sostenibilità, cioè con cedole legate al raggiungimento di specifici target, che spaziano dalla difesa dell’ambiente ad altri campi, come i diritti sociali, etc.

Le cedole spesso vengono aumentate nel corso degli anni, qualora l’emittente non si sia mostrato capace di centrare l’obiettivo dichiarato in fase di emissione. Ad esempio, se entro una certa data una società non riesce a finanziare opere pubbliche a favore degli abitanti di un villaggio in un’area in cui opera, la cedola offerta sale dal 2,50% al 3% all’anno. E così nel tempo, fino ad arrivare alla scadenza.

La situazione nell’Eurozona

Affinché questi bond possano essere inclusi dal 2021 nei programmi di acquisto della BCE ed essere accettati come collaterale, gli obiettivi annessi dovranno risultare tra quelli elencati dalla EU Taxonomy o dalle Nazioni Unite.

Ad oggi, proprio le caratteristiche di queste emissioni le hanno rese nell’Eurozona poco diffuse, visto che per banche e imprese risulta più vantaggioso emettere titoli obbligazionari ordinari, i quali beneficiando degli acquisti della BCE possono spuntare sul mercato rendimenti più bassi.

Quest’anno, tanto per farvi un’idea, solo tre società hanno emesso SLB nell’area: Novartis, Suzano e Chanel, quest’ultima pochi giorni fa. Esse hanno seguito l’esempio di Enel, che l’anno scorso ha emesso un bond “ibrido”, cioè con caratteristiche a metà tra green bond e bond ordinario. I proventi della raccolta della compagnia italiana non saranno necessariamente impiegati per abbattere le emissioni inquinanti, infatti.

Adesso, però, molte più società troveranno conveniente emettere SLB, alcuni dei quali potrebbero essere legati a fini ambientali, più che quasi esclusivamente per altri di natura sociale. Acquistandoli, la BCE ne abbasserà i costi, riconducendoli vicini alla media dei titoli ordinari, spingendo altresì le banche a inserirli in portafoglio, non dovendo queste più temere di non poterle esibire per ottenere liquidità a bassissimo costo da Francoforte. Una svolta a 180 gradi, che fa della BCE il motore dello sviluppo di un mercato che vede già l’Eurozona in prima linea e che non potrà che rafforzarsi nei prossimi anni.

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