Ecco come la BCE proteggerà i bond italiani dallo spread: BTp nella lista della “vergogna”

La BCE ha inserito i BTp in una particolare lista per offrire sostegno nel caso in cui servisse contro lo spread. Il piano prende forma.

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Il piano BCE contro lo spread

Il Tesoro ha collocato ieri una nuova tranche sul mercato del BTp dicembre 2032, esitando per la scadenza decennale il rendimento più alto dal 2014: 3,47%. Lo spread con i Bund è tornato sopra i 200 punti base o 2%. A dire il vero, ha continuato a oscillare sempre attorno a tale soglia anche dopo il board d’emergenza della BCE dello scorso 15 giugno. I mercati restano in attesa di capire come funzionerà il famoso scudo anti-spread, i cui dettagli tecnici saranno resi noti al board del 21 luglio. In quell’occasione, la BCE alzerà i tassi d’interesse per la prima volta dal 2011.

Come funzionerà il piano BCE contro lo spread

Le indiscrezioni che trapelano volutamente dall’istituto iniziano a comporre un puzzle abbastanza nitido. Il piano prevede che se i titoli di stato di un paese dell’Eurozona sono oggetto di speculazione e i loro rendimenti salgono a livelli giudicati non rispondenti ai fondamentali macro, Francoforte potrà intervenire.

Superato questo primo step, entriamo nella fase tecnica. La BCE dovrà acquistare titoli di stato oggetto di “sell off” e lo farà con i soldi liberati dalle scadenze degli altri titoli di stato. A tale proposito, dal simposio di Sintra, Portogallo, è emerso che l’istituto avrebbe suddiviso gli stati dell’Eurozona in tre fasce: donatori, neutrali e recipienti. Esse sono state create sulla base dell’entità e della velocità di risalita degli spread nelle ultime settimane. Si apprende anche che saranno soggette a revisione mensile.

La fascia dei donatori sarebbe composta da sei stati, tra cui Germania, Olanda e Francia. Trattasi dei paesi con i titoli di stato che saranno “sacrificati” per aiutare quelli dei paesi “recipienti”.

Questi saranno inizialmente Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Gli altri rientreranno tra i cosiddetti “neutrali” e fungeranno da cuscinetto tra le altre due fasce. Gli spread sono calcolati con riferimento ai rendimenti tedeschi, i quali a tutti gli effetti sono considerati ormai “benchmark” per l’area.

BTp ufficialmente nella lista nera

Ad esempio, se lo spread BTp-Bund salirà oltre un livello di guardia, la BCE inizierà ad acquistare BTp con i soldi raccolti dal rimborso dei titoli in portafoglio tramite il PEPP, scaduti ed emessi dai paesi “donatori”. Poiché le quantità così acquistate potrebbero non bastare a placare i rendimenti sovrani, saranno possibili acquisti straordinari, cioè in eccesso rispetto ai reinvestimenti con il PEPP. Ciò avverrà, tuttavia, solo a seguito di una valutazione sulla sostenibilità a lungo termine del debito pubblico in questione. Tale analisi sarà condotta dalla Commissione europea o, in alternativa, dalla stessa BCE.

La liquidità che si libererà attraverso questi acquisti dovrà essere sterilizzata attraverso aste periodiche con cui la BCE offrirà alle banche commerciali tassi d’interesse più alti sul denaro depositato presso di sé, rispetto ai tassi ordinari in vigore. In questo modo, Francoforte spera di poter alzare i tassi, battere l’inflazione e al contempo tenere gli spread sotto controllo. Per i BTp un aiuto ad efficacia limitata, se è vero che lo scudo anti-spread non possederebbe alcuna caratteristica per essere definito tale. La certezza è che faranno parte di una sorta di “blacklist” o lista della vergogna. Ufficialmente, saranno considerati titoli di stato bisognosi di assistenza.

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