E’ sufficiente un rendimento sopra il 3% per le obbligazioni Singapore Airlines in dollari?

Alta domanda per il bond della compagnia aerea in valuta americana. Asset di alta qualità, vediamo se offre abbastanza.

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Bond Singapore Airlines a 5 anni in dollari USA

A pochi giorni dalla pubblicazione del prospetto informativo, Singapore Airlines ha emesso obbligazioni in dollari USA con scadenza 20 luglio 2026 e cedola fissa annua del 3% per un importo di 500 milioni. Altissima la domanda, pari a 2,85 miliardi, quasi 6 volte l’offerta. Il titolo è stato collocato sul mercato a un prezzo di 99,573 e la data di regolamento è stata fissata per il prossimo 20 gennaio. E così, il rendimento alla scadenza esitato è stato del 3,09%. In una nota, la compagnia aerea si è mostrata soddisfatta per la fiducia riscontrata tra gli investitori istituzionali, compresi gli asset manager di fondi monetari.

Un rendimento sopra il 3% per un bond della durata di 5 anni e mezzo non sembra affatto malaccio. Certo, dobbiamo fare i conti con il rischio di cambio, anzitutto. Il dollaro dovrebbe indebolirsi nei prossimi anni contro l’euro e questo significa che, acquistando il titolo, il capitale ci verrebbe rimborsato tra 5 anni e mezzo in una valuta deprezzata, infliggendoci perdite. Se queste dovessero superare il rendimento cumulato fino ad allora, ci ritroveremmo dinnanzi a un asset del tutto negativo sul piano dell’investimento.

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Fiducia alta del mercato, rendimenti bassi

E il rischio di credito? Teoricamente, è molto basso. E questa è stata anche la ragione per la quale gli investitori si sono precipitati ad acquistare una fetta del debito di Singapore Airlines, classificato con i rating Aaa da Moody’s e AAA da Fitch. In sostanza, secondo le agenzie internazionali l’emittente sarebbe solidissimo, un po’ come la Germania o l’America tra gli stati sovrani. E’ pur vero, però, che il giudizio riguardi l’outlook finanziario della società fino ad oggi e che la pandemia abbia colpito duramente proprio il business dei voli, con il numero dei passeggeri decimato rispetto ai livelli pre-Covid e attesi solamente a un quarto di questi ultimi per fine marzo.

Ad ogni modo, i 500 milioni raccolti tramite l’emissione del bond si andranno ad aggiungere ai 13,3 miliardi di liquidità che già Singapore Airlines possiede. Di questi, 8,8 miliardi sono emissioni di diritti a favore degli azionisti, 2 miliardi di finanziamento garantito, 850 milioni di obbligazioni convertibili, 500 milioni di obbligazioni emesse tramite collocamento privato e oltre 500 milioni di linee di credito e prestiti a breve non garantiti.

In attesa che il mondo torni a viaggiare, dunque, la compagnia disporrebbe della liquidità sufficiente per onorare le sue scadenze per i prossimi mesi. E l’emissione di ieri conferma la fiducia che gli investitori nutrono verso la società, il cui accesso ai mercati dei capitali a costi relativamente molto bassi rimane il principale fattore di serenità per gli obbligazionisti. Ricordiamoci che Singapore Airlines risulta partecipata dallo stato, tramite Temasek Holdings. Anche sul mercato secondario abbiamo assistito negli ultimi mesi a un forte rally delle obbligazioni circolanti in dollari locali, che segnalano come anche investendo nel debito in valuta domestica si ottengano rendimenti contenuti.

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