Draghi parla troppo e conclude poco

Acquisto coverd bond, Abs, T-Ltro, ecc. sono tutte misure inefficaci. L’Eurotower dovrebbe comprare titoli di stato (subito) anche se sembra già troppo tardi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Acquisto coverd bond, Abs, T-Ltro, ecc. sono tutte misure inefficaci. L’Eurotower dovrebbe comprare titoli di stato (subito) anche se sembra già troppo tardi

In perfetto stile italiano, il presidente della BCE Mario Draghi si concede troppo spesso alla platea senza fare più di tanto per smuovere i cardini dell’economia.   Certo, la Bce non è la Fed o la Boj e il programma di stimoli all’economia (quantitative easing, ovvero acquisti di titoli di stato dei paesi membri) potrebbe anche non funzionare in un contesto di disomogeneità economica fra i singoli stati, laddove gli stimoli potrebbero essere recepiti in misura neutra o, addirittura, negativa. E la Germania è uno di questi paesi. Non a caso, Jens Weidmann, il membro tedesco del Consiglio direttivo della Banca Cetrale europea, ha affermato che bisogna “essere cauti” quando si confronta la Bce con la Fed, la BoE e la BoJ, riducendo la possibilità di un QE da parte dell’Istituto di Francoforte. Gli acquisti su larga scala di titoli di Stato, o QE, sono stati un fondamento della risposta politica di queste tre banche centrali durante la crisi e la Bank of Japan ha anche intensificato, di recente, le sue misure di allentamento monetario. Ma in Europa c’è il rischio che non funzioni, ammesso che la BCE possa essere autorizzata ad acquistare titoli di stato.   La Germania si rifinanzia con tassi negativi   Del resto la Germania sta rifinanziando il proprio debito pubblico a tassi reali neutri o, addirittura, negativi. Berlino sta infatti raccogliendo soldi dagli investitori a premio, cioè incassando interessi in cambio della vendita di titoli di stato in euro. Lo Schatz biennale offre infatti un rendimento negativo pario a 0,02%. Mentre su una lunghezza decennale, Francoforte corrisponde un tasso d’interesse allo 0,8%, mentre il BTP italiano paga il 2,35% e il bond greco corrispondente l’8%. E’ naturale che di fronte a questi numeri alla Germania non conviene che la Bce acquisti i propri titoli di stato, non ce n’è bisogno. Inoltre, se lo facesse in misura ponderata per ogni singolo stato europeo, sarebbe come spalmare il debito dei più deboli sui più forti col risultato che gli investitori venderebbero Bund per acquistare Btp o Bonos. Tanto li comprerebbe la BCE.   La Bce si muove troppo lentamente   [fumettoforumright]Detto questo, a Draghi, a tutti gli effetti, rimangono solo armi spuntate: l’acquisto di coverd bonds, di Abs (Asset backed Securities) e i programmi di T-Ltro (Targeted long term refinancing operation) che non funzionano. O meglio, non funzionano adesso perché l’economia è in ginocchio e le imprese non chiedono soldi a prestito dalle banche che, a loro volta, non hanno bisogno di liquidità dalla Bce. Ma avrebbero potuto funzionare prima, due anni fa, quando la crisi non aveva ancora toccato l’apice e lo spettro delle deflazione era ancora lontano. Sicchè, l’unico modo adesso per aumentare la base monetaria della Bce è quello di acquistare bond governativi. Draghi, comunque, non esente da responsabilità. A lui si possono attribuire i ritardi nell’aver aspettato troppo per tagliare i tassi d’interesse e, sicuramente, il fatto che la Bce avrebbe potuto acquistare direttamente titoli di stato già nel 2012 senza passare indirettamente attraverso il sistema bancario con la famosa operazione Ltro da 1.000 miliardi di euro prestati alle banche europee al tasso del 1%. La base monetaria, in quell’occasione, salì di 1.000 miliardi, ma ora è tornata ai livelli precedenti (2.000 miliardi) perché le banche hanno restituito i prestiti .   Il mercato chiede alla Bce il QE, ma potrebbe essere già tardi   Insomma, il mercato vuole il quantitative easing, in modo che le banche si possano liberare dei titoli di stato che hanno in pancia. Non è, infatti, interesse delle banche acquistare Btp o Bonos per sostenere il debito pubblico degli stati. Finora si sono visti solo palliativi e imprecazioni dall’Eurotower a fare le riforme. Tutte, meno una, quella più importante che darebbe fiato all’economia: la riforma fiscale. L’armonizzazione delle aliquote all’interno della Ue sarebbe salutare, ma in una unione di stati dove ognuno va per conto suo e vi sono ancora aree di privilegio (Lussemburgo) e di sofferenza, appare vano il ruolo della moneta unica. E forse anche quello della Bce

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Argomenti: Titoli di Stato Italiani

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