Def ancora non si vede, spread riduce progressi

Mentre si discute ancora del Def, lo spread torna ad allargarsi e il rendimento del Btp sale al 3,36%

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Mentre si discute ancora del Def, lo spread torna ad allargarsi e il rendimento del Btp sale al 3,36%

Dopo un’apertura in netta contrazione, con il passare delle ore lo spread Btp/Bund ha restituito gran parte delle terreno guadagnato e scambia ora in lieve contrazione a 284 punti base. Gli investitori restano estremamente cauti, nonostante l’esecutivo abbia aggiustato il tiro sui conti pubblici, riducendo le stime di deficit per il 2020 al 2,1% e all’1,8% per il 2021. Sulla manovra restano però ancora diversi dettagli da chiarire, in attesa di tutte le cifre, che dovrebbero essere contenute nella nota di aggiornamento al Def, ancora non pubblicata.

Proprio sui numeri i due capo partito del Governo tirano la coperta ognuno sulle misure dei rispettivi programmi elettorali: Matteo Salvini su legge Fornero e flat tax, Luigi Di Maio sul reddito di cittadinanza. “Se la matematica non è un’opinione, se ci sono 7-8 miliardi per la Fornero, ce ne sono 8 per il reddito“, ha detto Salvini, in merito ai 10 mld per il reddito di cittadinanza.

Sull’Italia gli analisti invitano alla prudenza. “Molto cambia e molto in fretta nella politica italiana”, commentano gli analisti di Bank of New Zealand, secondo cui per questo “gli aggiustamenti alle stime di deficit del governo di Roma”, con il 2,1% previsto nel 2020 e l’1,8% nel 2021, “devono essere presi con la dovuta prudenza”. Nonostante la cautela del caso, “queste notizie sono rassicuranti e indicano che il governo non è del tutto sordo al messaggio che inviano i mercati“, aggiungono dall’istituto.

La mancanza di cifre certe sui singoli provvedimenti è il principale elemento che spinge alla cautela il mercato. “Anche se il governo ha presentato ieri il Documento di Economia e Finanza al parlamento e alla Commissione Europea, il Def non è ancora stato pubblicato“, sottolineano gli strategist di Unicredit e i dettagli sottostanti “non sono stati ancora forniti“.

Nel frattempo il rendimento del Btp decennale è in rialzo al 3,36%, in linea con gli aumenti dei tassi sul mercato globale dei bond. Sulle vendite, iniziate ieri dalla carta americana, “hanno influito piú fattori, come la lettura migliore delle attese di alcuni dati macro e le dichiarazioni del governatore Fed Powell, interpretate con una venatura piú aggressiva del solito”, indicano gli strategist di Mps Capital Services. Infatti Powell “non ha escluso la possibilitá di accelerare il percorso di rialzo dei tassi qualora la situazione economica migliorasse ancora di piú e l’inflazione si spingesse maggiormente verso l’alto“, spiegano gli esperti. Il rialzo ha interessato soprattutto la parte a lungo termine, con il dieci anni salito sopra il 3,20% per la prima volta dal 2011. “Il tutto si è tradotto in un marcato irripidimento della curva”, proseguono da Mps Capital Services, e in Europa “le vendite stanno invece interessando i titoli core con il tasso decennale tedesco che si è riportato sopra lo 0,5%“.

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Argomenti: Btp