Decreto banche, al via indennizzi automatici ma solo per le fasce più deboli

Gli obbligazionisti truffati di Banca Marche, Popolare Etruria, Carichieti e Carife riceveranno l’80% del valore nominale dei bond finiti in default. Contrario il Codacons

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Gli obbligazionisti truffati di Banca Marche, Popolare Etruria, Carichieti e Carife riceveranno l’80% del valore nominale dei bond finiti in default. Contrario il Codacons

Vede finalmente la luce tanto atteso decreto banche del governo che stabilisce i criteri di indennizzo per gli obbligazionisti delle quattro banche salvate dal fallimento lo scorso novembre 2015 e che si sono visti azzerati i loro titoli in portafoglio. Come noto, il decreto banche interessa circa 130.000 risparmiatori che avevano sottoscritto o acquistato obbligazioni subordinate emesse da Banca delle Marche, Popolare Etruria e Lazio, Carichieti e Carifirenze e che, a causa del loro dissesto finanziario, sono state “salvate” per decreto governativo al fine di evitare la bancarotta e un danno peggiore per clienti e correntisti e prima che entrasse in vigore la legge sul “bail in bancario“. Ma veniamo al contenuto del decreto banche che ha appena visto la luce e che già sta sollevando un vespaio di polemiche fra le associazioni dei consumatori e dei risparmiatori.  

Decreto banche: i dettagli dei rimborsi delle obbligazioni subordinate

  In sostanza, il decreto fissa dei paletti per procedere al ristoro degli obbligazionisti e prevede il rimborso automatico e forfettario per chi aveva sottoscritto i bond subordinati della quattro banche prima del 12 giugno 2014. data di pubblicazione della direttiva Ue Brdd sulle risoluzioni bancarie. Il rimborso – secondo le prime indicazioni – avverrà nella misura del 80% del valore nominale dei bond e solo per coloro che dimostrano di avere un reddito non superiore ai 35mila euro o un patrimonio mobiliare inferiore ai 100mila euro. A conti fatti, si andrà quindi a coinvolgere una platea di quasi 5.000 investitori, ne resterebbero fuori solo 158 che, però, potranno ricorrere all’arbitrato presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Ad avere diritto ai rimborsi automatici, ha detto il ministro dell’Economia Carlo Padoan, sarà un po’ più della metà dei circa 10mila obbligazionisti coinvolti dal crack delle quattro banche salvate il 22 novembre 2015. Il ministro però ha invitato alla cautela su queste cifre: “sono stime che devono essere verificate, dipendono dalle soglie, stiamo facendo dei conteggi”. Per quanto riguarda la misura, poi, va detto che dall’ammontare spettante sarà sottratta una quota calcolata in base al maggior rendimento che i bond avevano fruttato rispetto ai titoli di stato, se mai vi sia stato un “guadagno” superiore.  

I tempi di indennizzo saranno rapidi, ma non per tutti

  Dalla procedura automatica di rimborso sono, invece, esclusi tutti gli altri investitori che non rientrano nella fattispecie di cui sopra e che dovranno obbligatoriamente ricorrere all’arbitrato. Con questa mossa, Matteo Renzi prova ad archiviare alcune delle “tante polemiche” che segnano questa fase del suo governo. Non ci sono ancora dettagli sui tempi e le modalità di indennizzo – osservano in prima battuta gli investitori – anche perchè bisognerà attendere la pubblicazione del decreto. I tempi, però, dovrebbero essere brevi a questo punto. Allo scopo, il fondo da 100 milioni di euro stanziato con la legge di stabilità per il 2016, inoltre, potrebbe salire in futuro per soddisfare tutti i risparmiatori che faranno ricorso all’arbitrato, anche se per costoro i tempi saranno più lunghi rispetto agli indennizzi diretti.  

Codacons non è soddisfatto e minaccia ricorso

  Il Codacons non è per niente convinto che la soluzione trovata dall’esecutivo sia quella ideale: l’associazione consumatori ha definito il decreto “irricevibile” e ha annunciato che lo impugnerà al Tar del Lazio per ottenere l’annullamento da parte della Corte Costituzionale. I consumatori definiscono “inaccettabile” il decreto, perché “aggiunge al grave danno dell’esproprio la ben architettata beffa per 10.000 risparmiatori delle quattro banche (su 130.000 famiglie truffate), ai quali sono stati appioppate obbligazioni subordinate”. Per le associazioni dei consumatori i rimborsi “sono elemosine che non sanano il grave vulnus agli espropriati per decreto, che saranno costretti ad adire azioni giudiziarie per tentare di sanare la gravissima ingiustizia patita, per precise responsabilità del Governo, e soprattutto di Consob e Bankitalia”.  

Italia unico paese Ue ad aver tutelato i risparmiatori

  Più ottimista, invece, il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, che si riserva di leggere il testo per conoscerlo nei dettagli ma a caldo ha detto: “mi sembra una soluzione che alla fine, sebbene sia passato del tempo da quando il problema si è posto, soddisfi i risparmiatori perché per la maggior parte di loro l’indennizzo sarà automatico”. Vi è inoltre da dire che rispetto ad altre incresciose vicende di banche europee finite in disgrazia (si veda caso SNS in Olanda o Banco Esprito Santo Portogallo), l’Italia è finora l’unico paese dell’eurozona ad aver riconosciuto un indennizzo agli obbligazionisti.

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Argomenti: Banca delle Marche, Obbligazioni subordinate

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