Debito pubblico: per gli analisti al momento resta sostenibile

Nonostante l'incertezza politica e lo spread al rialzo, il debito pubblico italiano resta sostenibile. Il Btp decennale rende 2,23%

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Nonostante l'incertezza politica e lo spread al rialzo, il debito pubblico italiano resta sostenibile. Il Btp decennale rende 2,23%

La settimana prende il via con lo spread tra Btp e Bund tedeschi in risalita a 167 punti (venerdì aveva chiuso poco sopra quota 165 punti). Il rendimento del Btp è al 2,243%. Ma questo rialzo dello spread non mette a rischio la sostenibilità del debito pubblico italiano. Da inizio anno l’Italia ha già emesso 125 miliardi di obbligazioni a medio e lungo termine, quindi ha già completato più del 50% del suo obiettivo di funding 2018.

Lo sottolinea Chiara Cremonesi, strategist del fixed income di Unicredit, che afferma: “Il progresso nel funding è migliore di quanto visto negli anni passati“, si legge su MF. Questo vuol dire che ci sarà meno pressione nell’offrire bond nei prossimi mesi. Unicredit si aspetta che ci siano solo 10 miliardi di emissioni nette (tenuto conto quindi della copertura dei bond in scadenza) per l’Italia nel periodo giugno-dicembre. Questo saldo netto sarà facilmente assorbibile dagli acquisti della Bce nel programma di quantitative easing (stimati per 15 miliardi di euro).

Inoltre Cremonesi sottolinea che da inizio anno il costo del funding si attesta allo 0,68% e resta un livello minimo, quindi anche se ci fosse un forte rialzo dei rendimenti dei Btp per il resto dell’anno (evento che gli economisti di Unicredit on si aspettano) il costo del funding medio resterebbe abbastanza basso per contribuire a un ulteriore declino del costo del debito. “Nel nostro scenario base ci aspettiamo un costo complessivo del funding inferiore dell’1% per l’intero anno, mentre il costo per le emissioni a medio lungo termine lo stimiamo all’1,55%. Questo è un tasso di molto inferiore a quello medio dei titoli in scadenza”, sottolinea lo studio di Unicredit .

Vista l’ incertezza politica e il trend al rialzo dello spread negli ultimi giorni gli economisti di Unicredit, scrive MF, hanno condotto uno stress test per valutare quanto potrebbe salire il costo del funding 2018 in tre diversi scenari. Nel primo scenario si simula che il costo medio del funding per le diverse scadenze resti invariato rispetto a quello visto nella prima parte dell’anno. In questo caso il costo medio si attesterebbe allo 0,55%. In un secondo scenario si ipotizza una curva più ripida con un costo del funding che aumenta di 20 punti per le scadenze più brevi e di 100 punti per quelle decennali. In questo caso il costo medio del funding si attesterebbe allo 0,75% per il 2018. Infine in un terzo scenario (ritenuto estremamente irrealistico dagli economisti) si ipotizza un rialzo del costo di 100 punti di base su tutte le scadenze della curva. In questo caso il costo medio del funding si attesterebbe all’1,10% con quello del funding a medio lungo termine che arriverebbe all’1,65%, Ma anche in questo terzo scenario più pessimistico il costo del debito a medio lungo termine risulterebbe più basso del costo di quello a medio lungo termine in scadenza nel 2018 (2,3%). “Anche in uno scenario estremo il costo del debito italiano continuerebbe a scendere”, si legge nello studio.

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Argomenti: Btp