Nessuno scossone per i BTp dai dati macro, ecco il quadro che emerge su inflazione e crescita PIL

Spread BTp-Bund sempre in area 105 punti base dopo la pubblicazione dei dati macroeconomici nell'Eurozona. Vediamo le loro implicazioni

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Dati macro senza impatto sui BTp

Pubblicazione di una sfilza di dati macro nell’Eurozona, oggi. L’Eurostat ha reso noto l’andamento del PIL nell’area nel primo trimestre: -0,6% rispetto al trimestre precedente. E l’inflazione nel frattempo ha accelerato il ritmo a +1,6% in aprile, dal +1,3% di marzo e sopra l’1,5% atteso dagli analisti. Tuttavia, l’inflazione “core” o di fondo, cioè al netto delle componenti volatili (prodotti energetici ed alimentari freschi) ha rallentato allo 0,8% dallo 0,9% di marzo.

Dopo queste letture, lo spread BTp-Bund è rimasto sostanzialmente invariato a 106 punti base. Il rendimento del BTp a 10 anni è sempre dello 0,86%. I dati macro non hanno intaccato in alcuna direzione i titoli di stato italiani.

Venendo alla situazione stato per stato, abbiamo quanto segue:

  • Germania: PIL I trimestre -1,7%, inflazione aprile +2,1%;
  • Francia: PIL I trimestre +0,4%, inflazione aprile +1,3%;
  • Italia: PIL I trimestre -0,4%, inflazione aprile +1,1%;
  • Spagna: PIL I trimestre -0,5%, inflazione aprile +2,2%.

Nel complesso, i dati macro ci forniscono una situazione negativa per l’Eurozona. Con l’eccezione della Francia tra le grandi economie, il PIL è tornato a ripiegare a causa delle restrizioni anti-Covid. L’inflazione accelera il passo, ma trainata essenzialmente dal +10,3% messo a segno dai prezzi energetici. La BCE continua a prevedere un tasso d’inflazione a breve, medio e medio-lungo termine sotto il target “vicino, ma di poco inferiore al 2%”. Il ritiro degli stimoli monetari non è allo studio, per questo i BTp oggi hanno tenuto botta.

Ma l’eccessivo compiacimento non è un’opzione che l’Italia può permettersi. Il fatto che Germania e Spagna abbiano già superato la soglia d’inflazione del 2% spingerà i “falchi” della BCE a pretendere almeno l’avvio della discussione circa la riduzione del grado di accomodamento monetario dai prossimi mesi.

Per fortuna, i nostri BTp godranno verosimilmente di una finestra temporale di relativa tranquillità fino alla pubblicazione dei prossimi dati macro a fine luglio sul PIL nel secondo trimestre. Se per allora l’Eurozona sarà tornata alla crescita, stimoli come il PEPP inizierebbero a non essere molto giustificabili, specie alla luce di tassi d’inflazione in prossimità del target.

Tutto dipenderà dall’allentamento o meno (e in quale misura) delle restrizioni anti-Covid da qui a inizio estate. I governi puntano sul successo delle campagne vaccinali per abbattere i contagi e la mortalità nei rispettivi paesi. I dati macro coglierebbero tale trend già con gli indici manifatturieri e sui servizi, così come con i consumi e la ripresa della mobilità. E nel caso di “good news”, sarebbero “bad news” per i nostri bond.

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