Curva dei tassi in Germania tutta sottozero, evento storico e notizia positiva per BTp

Persino il trentennale tedesco è sceso in territorio negativo oggi e così l'intera curva della scadenze in Germania rende sottozero, lanciando un segnale ultra-rialzista per i BTp.

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Persino il trentennale tedesco è sceso in territorio negativo oggi e così l'intera curva della scadenze in Germania rende sottozero, lanciando un segnale ultra-rialzista per i BTp.

E anche il Bund a 30 anni della Germania offre rendimenti negativi per la prima volta nella sua storia. L’evento si è verificato a metà seduta nel corso della giornata odierna, quando i rendimenti trentennali tedeschi sono scesi sottozero, viaggiando mentre scriviamo al -0,004%. Tutta la curva dei tassi in Germania è così diventata negativa, come da qualche seduta lo è anche quella svizzera, che esibisce rendimenti negativi fino alla scadenza dei 50 anni.

E’ l’effetto delle tensioni commerciali USA-Cina, dopo che l’amministrazione Trump ha annunciato l’imposizione di dazi del 10% da settembre su merci cinesi per un controvalore di 300 miliardi di dollari all’anno. E per questa sera, lo stesso presidente annuncerà novità anche sull’Europa. Inutile dirvi che ci si attende anche in questo caso l’imposizione di dazi o una qualche minaccia esplicita.

Rendimenti BTp, ecco il segnale ultra-rialzista che tutto il mondo aspetta

I rendimenti a 10 anni della Germania toccano, intanto, un ennesimo minimo storico al -0,50%, ampliando le distanze con i BTp di pari durata, che offrono l’1,60%, per cui lo spread s’innalza in area 210 punti base o 2,10%, ma per effetto del crollo dei rendimenti tedeschi più che per il rialzo di quelli italiani. Come avevamo previsto da prima dell’avvio della seduta di oggi, i dazi di Trump stanno assumendo all’impatto una connotazione negativa per i titoli di stato dell’Italia, in quanto gli investitori stanno correndo in queste ore a ripararsi contro i rischi derivanti dalle tensioni internazionali. Vedasi a tale riguardo l’andamento anche di franco svizzero e yen.

Tuttavia, il trentennale tedesco in territorio negativo era quel segnale “ultra-bullish” di cui avevamo scritto pochissimo tempo fa e a cui il mercato mondiale dei capitali guardava per capire come regolarsi sul piano degli investimenti. Sì, perché da oggi non esiste più un bond emesso dalla Germania ad offrire un rendimento anche solo di poco sopra lo zero. Se da un lato molti istituzionali si troveranno costretti ad addossarsi ulteriori perdite, dovendo tenere in portafoglio assets di qualità come i Bund, dall’altro chi può cercherà di scamparla, puntando su bond anche più rischiosi, ma che siano almeno appena remunerativi.

BTp sempre più allettanti, segnale ultra-rialzista dai Bund

I BTp si candidano ad essere approdo dei capitali in fuga dal mondo dei rendimenti negativi. Certo, non esiste un automatismo, anche perché la politica a Roma si mostra poco rassicurante e il timore di instabilità nei prossimi mesi tende a crescere di giorno in giorno, così come di frizioni con la Commissione europea sul varo della legge di Stabilità 2020. Al netto di tali ragionamenti, non sembra sostenibile una curva dei tassi italiana che arrivi al 2,80% per la scadenza più longeva dei 50 anni, quando in Germania si è costretti a investire in perdita per qualsiasi scadenza. Superata la primissima fase di shock e assorbito il colpo sui dazi, i mercati torneranno a guardare con interesse ai titoli che possano allontanarli dalle perdite certe. Fino a ieri, almeno era possibile acquistare Bund sopra i 20 anni per mantenere intatto il capitale alla scadenza, adesso non risulta più possibile nemmeno questo.

Non è casuale nemmeno il collasso che parimenti stanno registrando i rendimenti americani, anch’essi anomalamente elevati rispetto al resto del mondo avanzato. I decennali sono scesi ulteriormente all’1,85%, ieri sera stavano al 2,02% prima dell’annuncio su Twitter di Trump. Lo spread con i titoli tedeschi si restringe in area 235 punti e lascia supporre che il cambio euro-dollaro atteso tra 10 anni si attesti ormai ben sotto la soglia di 1,40, girando al momento intorno a 1,37. E anche i Treasuries fungono da riferimento per i BTp, pur essendo espressione di un debito in dollari e non in euro. Il probabile collasso a cui ancora andrà incontro la loro curva sarebbe un altro segnale “bullish” per i nostri titoli di stato, che a quel punto non avrebbero più alcuna concorrenza nel mondo avanzato, fatta eccezione per i bond “spazzatura” e pure rari della Grecia.

Perché lo spread risale sopra i 200 punti dopo il taglio dei tassi Fed

giuseppe.

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