Crollo dei mercati, emissioni di bond diventano più difficili

Il panico sui mercati costringe gli emittenti a rinviare il lancio di obbligazioni. In aumento i fallimenti nel settore energetico e minerario

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il panico sui mercati costringe gli emittenti a rinviare il lancio di obbligazioni. In aumento i fallimenti nel settore energetico e minerario

Il continuo crollo dei mercati azionari e delle materie prime sta mettendo a rischio anche quello dei bond. A parte i titoli di stato, il mercato obbligazionario bancario e quello corporate sono sotto pressione a causa della reticenza degli investitori a prestare denaro. Negli Usa molte aziende attive nel settore energetico e minerario stanno facendo la coda davanti ai tribunali per chiedere l’accesso alla procedura di protezione nei confronti dei creditori (Chapert  11) con i bond che vengono puntualmente azzerati dalla sera alla mattina senza via di scampo per i risparmiatori. Solo a gennaio – scrive il Wall Street Journal – sono aumentate del 12% le procedure d’insolvenza e il trend è in continua crescita. In preallarme anche il settore bancario che rischia di rimanere nuovamente incagliato in una marea di crediti inesigibili. Ma non è solo negli USA che le cose non vanno bene. In Germania, alla borsa di Francoforte, molte piccole e medie aziende che in passato hanno quotato piccoli prestiti obbligazionari, stanno fallendo facendo venir meno la fiducia di un mercato che si stava aprendo anche a piccoli investitori locali. Non solo. Il crollo delle borse sta mettendo a dura prova anche i gestori di fondi obbligazionari, costretti a vendere quote dietro richiesta di riscatto da parte dei clienti. Qui però il fenomeno è più marcato in Europa rispetto agli USA dopo che le banche sono entrate nel mirino della speculazione e i gestori di fondi hanno notoriamente in pancia molte più obbligazioni bancarie rispetto a quanto avviene oltreoceano.  

Rinviate molte emissioni obbligazionarie

  Il quadro, però, non è certo incoraggiante neanche per gli emittenti  che in questo momento faticano a rifinanziare a prezzi di mercato. Molte grosse società hanno dovuto rinviare le emissioni di bond in attesa di condizioni più favorevoli. Siamo in una situazione di panic selling – osservano gli analisti di RBS – e, sia le grosse che le piccole società hanno deciso di rinviare le quotazioni di bond col rischio di doverlo fare con rendimenti più elevati se la volatilità non dovesse arrestarsi. In Italia il problema riguarda in particolare alcune banche, come UBI, Credem, Unicredit, BPM, Mps e Mediobanca che avrebbero posticipato la data di emissione di prestiti obbligazionari. Ma anche Enel, Snam e Telecom Italia che hanno deciso di rinviare a data da destinarsi i roadshow per il lancio di nuovi bond senior.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti

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