Crollano i ricavi Seat Pagine Gialle, presto la ristrutturazione delle obbligazioni

La società accusa la crisi economica e il debito è ancora troppo alto. Per i creditori si avvicina la proposta di rinegoziazione dei prestiti in Tribunale, mentre la Consob chiede spiegazioni sul mancato pagamento delle cedole

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La società accusa la crisi economica e il debito è ancora troppo alto. Per i creditori si avvicina la proposta di rinegoziazione dei prestiti in Tribunale, mentre la Consob chiede spiegazioni sul mancato pagamento delle cedole

Seat Pagine Gialle è alla resa finale dei conti. La crisi del mercato pubblicitario sta mettendo in ginocchio l’intera industria editoriale italiana e a risentirne in maniera pesante è anche la famosa società editrice delle pagine bianche e delle pagine gialle, già martoriata da passate scorribande finanziarie architettate da spavaldi fondi d’investimento con la complicità di banchieri disinvolti.

 

Risultati Seat Pagine Gialle 2012: un anno da dimenticare

Con un comunicato a mercati chiusi, il Consiglio di Amministrazione di Seat PG ha anticipato la scorsa settimana i risultati preliminari del 2012 evidenziando, come ampiamente atteso dagli analisti, un calo dei ricavi del 11,9% (843 milioni di euro) rispetto all’anno prima. Un’altra mazzata per la società delle directories che solo tre anni fa, sempre in periodo di crisi, fatturava 1.250 milioni di euro. Colpa della profonda recessione economica – si legge nel comunicato –  che ha “influenzato negativamente la propensione all’effettuazione di investimenti in pubblicità e servizi di comunicazione”. Ma anche della politica commerciale della passata gestione che ha “condotto a realizzare performance disomogenee che hanno impattato negativamente sul conto economico”, oltre al “complesso e lungo processo di ristrutturazione che  ha reso più complesse le trattative commerciali degli agenti, generando continui rimandi in attesa di chiarezza e rendendo difficili le relazioni con una parte della clientela”. Insomma, una situazione che nell’insieme non rivela nulla di nuovo rispetto a quanto già dichiarato dall’Ad Vincenzo Santelia due settimane fa, ma che, stando ai dati preliminari di bilancio, ha minato sensibilmente le linee guida strategiche del triennio 2011-2013 approvate lo scorso anno e ora non più attuabili.

 

Il dimezzamento del debito di Seat Pagine Gialle nel 2012 è stato insufficiente

 

In altre parole, il dimezzamento del debito netto avvenuto nel 2012 con la trasformazione del bond subordinato Lighthouse presidente seat pgInternetional da 1,3 miliardi in equity, non è stato sufficiente a garantire la continuità aziendale alla luce del perdurare della profonda crisi che incombe sull’Italia dove il gruppo torinese realizza, tramite la controllata Seat Pagine Gialle s.

p.a., la maggior parte dei ricavi. I ricavi si erodono al ritmo del 10% all’anno e le cose vanno peggio che per i competitors, fanno notare gli esperti de “Il Sole 24 Ore“. Da qui la sospensione del pagamento delle cedole semestrali lo scorso mese di gennaio su 815 milioni di obbligazioni senior 10,50% 2017 e delle rate bancarie in scadenza con richiesta al Tribunale di Torino di ammissione al concordato preventivo in continuità, secondo la nuova legge fallimentare (Seat Pagine Gialle: c’è tempo fino a maggio per il concordato).

Una mossa a sorpresa che ha spiazzato tutti, azionisti, obbligazionisti, agenzie di rating e gli stessi fondi d’investimento che erano subentrati nel capitale di Seat Pagine Gialle dopo il processo di ristrutturazione del debito da oltre 2,7 miliardi di euro, al punto che nel giro di poche settimane si sono sbarazzati delle loro quote azionarie lasciando l’azienda in mano a una sterminata selva di piccoli azionisti in preda alla disperazione per le quotazioni infinitesimali raggiunte dalla società. Segno evidente della frattura e della perdita di fiducia che si è venuta a creare con l’operato del nuovo management, presieduto da Guido De Vivo (nella foto), che subito dopo il suo insediamento si è rivolto al Giudice fallimentare (Seat Pagine Gialle: la rivolta dei piccoli azionisti e Seat Pg KO, un altro colpo preventivato agli investitori).

 

Ristrutturazione debito Seat pagine Gialle: alla ricerca di un difficile accordo con banche e obbligazionisti

grafico seat pgCosa succederà adesso? Nella confusione generale e nel rincorrersi di rumors di vario genere, ormai è evidente che si procederà a una nuova di ristrutturazione del debito, come anche ammesso dalla stessa Seat PG.  Di sicuro – come dichiarato da Santelia – l’operazione verrà fatta per cassa avendo la società le risorse necessarie, tenuto conto che l’attività industriale è schiacciata dagli oneri finanziari.

Tradotto, si interverrà per abbassare il costo dei finanziamenti, ma in che termini è ancora presto per capirlo. C’è chi parla di un haircut del valore nominale dei bond e dei prestiti bancari, chi di un allungamento delle scadenze con taglio del tasso d’interesse e chi di entrambe le ipotesi. Sembra tramontare, invece, la possibilità di un aumento di capitale, che verrebbe quasi sicuramente bocciata dagli azionisti. Come si può notare i dubbi sono molti  – osserva Jonathan Graber di Morgan Stanley – e la via appare stretta, tenuto anche conto che il rapporto fra il nuovo management e le banche non è dei migliori (già le banche si sono defilate dall’incontrare i vertici aziendali in questi giorni). Il prezzo delle obbligazioni è sprofondato al 28% del nominale e quello dei loans bancari sta poco più sopra, indicando quanto alta sia l’incertezza che l’accordo coi creditori possa essere lungi dal trovare una soluzione accomodante fra le parti. Probabilmente è soprattutto per questo motivo – sostiene Graber – che Seat PG ha chiesto subito il concordato preventivo dando per scontato che banche e obbligazionisti non avrebbero accettato una seconda ristrutturazione del debito a poca distanza da quella precedente, considerato anche che, in fase di concordato preventivo in continuità, la maggioranza richiesta per un accordo è solo del 50% dei creditori. Così gli obbligazionisti restano alla finestra in attesa che venga presentato il piano industriale e di ristrutturazione finanziaria che dovrà essere reso noto entro il 6 giugno. Il tutto in un contesto di azionariato diffuso che potrebbe non approvare il piano se questo prevedesse un nuovo swap del debito in equity con effetti ulteriormente diluitivi del valore delle azioni.

 

La Consob chiede spiegazioni sul mancato pagamento delle cedole semestrali

 

Nel frattempo investitori, analisti e autorità s’interrogano sulla decisione di Seat PG di ricorre al Tribunale fallimentare dopo che torino seat pagine giallel’azienda aveva comunicato al mercato una disponibilità di cassa sufficiente ad onorare le scadenze debitorie in corso per il 2013, spingendo pochi giorni fa la Consob a chiedere formali spiegazioni ai nuovi vertici aziendali.

In altre parole, che bisogno c’era di fare ricorso alla legge fallimentare se la società era in grado di superare il momento di crisi facendo pieno affidamento su mezzi propri? L’informativa periodica, infatti, attestava che a fine gennaio il gruppo aveva in cassa 192 milioni di euro a cui andranno aggiunti altri 50 milioni del risarcimento derivanti dal contenzioso fra Telegate, controllata di Seat PG, e Deutsche Telekom con valuta 28 febbraio. Una cifra più che sufficiente per rimborsare ai creditori 200 milioni di euro (70 in quota capitale e 130 per interessi) nel corso del 2013, come preventivato dalla società, o quantomeno tale da non giustificare l’urgenza di una misura concorsuale che, fra le altre cose, comporterà un oneroso esborso di quattrini per Seat PG fra spese di giustizia, consulenze e perizie. Secondo Graber, è stata una decisione sbagliata. Già in precedenza il vecchio management aveva caricato sulla società costi astronomici per la ristrutturazione del debito Lighthouse pari a 80 milioni di euro che alcuni soci di minoranza hanno contestato insieme all’operazione di sciacallaggio fatta dai fondi e dalle banche a partire dal lontano 2004, al punto che per fine mese è attesa la decisione del Giudice di Torino sulla richiesta di pignoramento dei beni di Seat PG avanzata da alcuni piccoli azionisti danneggiati. Ma, stando all’atteggiamento assunto dai nuovi vertici aziendali, pare che la musica non sia cambiata e probabilmente le disgrazie di Seat PG non sono tutte imputabili al debito.

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