Crisi Grecia: Eurogruppo non raggiunge accordo su taglio debito

L’accordo sulla riduzione del debito della Grecia è stato rinviato. Atene riceverà comunque gli aiuti a entro luglio. Bond in rialzo

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L’accordo sulla riduzione del debito della Grecia è stato rinviato. Atene riceverà comunque gli aiuti a entro luglio. Bond in rialzo

Il debito della Grecia non sarà tagliato e i rendimenti dei bond calano. I ministri delle Finanze dell’Eurozona, il Fondo monetario internazionale e il Governo greco non sono riusciti a raggiungere un accordo finale sulla riduzione del debito di Atene e hanno deciso di posticipare la decisione alla prossima riunione di metà giugno.

 

A questo punto non abbiamo raggiunto un accordo generale“, ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ad una conferenza stampa dopo la riunione dell’Eurogruppo, pur precisando tuttavia che “sembra che la conclusione formale della seconda revisione sia molto vicina“.

Il commissario agli Affari Economici, Pierre Moscovici, a margine del meeting, ha anche affermato di vedere la possibilità di un accordo nella prossima riunione dell’Eurogruppo, in Lussemburgo il 15 giugno.

 

Bond Grecia sui massimi

 

Il rendimento del decennale ellenico vale il 5,72% e viene scambiato mediamente a 85. Stesso rendimento anche per il bond a due anni con cedola 4,75% e scadenza aprile 2019 che prezza 98,50, mentre l’obbligazione da due miliardi con scadenza 17 luglio 2017 e cedola 3,375% tratta ormai alla pari scontando il rimborso fra due mesi. Atene, come noto, non ha i soldi per poter adempiere al rimborso integrale, ma grazie agli aiuti internazionali il paese adempierà ai suoi obblighi nei confronti dei creditori internazionali. Gli investitori sono convinti che la Grecia riceverà entro il mese di giugno i fondi necessari per tirare avanti.

 

Debito Grecia ammonta a 315 miliardi di euro

 

Prima dell’incontro dell’Eurogruppo, le parti avevano espresso ottimismo per trovare un accordo per la ristrutturazione dell’ingente debito greco, che ammonta a circa 315 miliardi di euro. Senza ulteriori aiuti, Atene rischia – a luglio, data di restituzione dei prestiti- di trovarsi in bancarotta. Alla fine della riunione, i ministri hanno riconosciuto i progressi compiuti dalla Grecia nel soddisfare le condizioni necessarie per ricevere la nuova tranche di fondi. La scorsa settimana il Parlamento del Paese ha approvato nuove misure di austerità per più di 4 miliardi di euro. Le parti hanno inoltre convenuto sul fatto che la Grecia debba mantenere elevati surplus primari, che escludono i pagamenti degli interessi, al 3,5% del suo prodotto interno lordo per i prossimi cinque anni.

Tuttavia, non è stato raggiunto alcun accordo sulle misure che dovrebbero essere attuate una volta che il programma di salvataggio del Paese si concluderà, ovvero nel 2018.

 

Accordo sul taglio del debito greco rinviato

 

I maggiori creditori di Atene, il Fmi e la Germania, hanno avuto una fase di stallo per mesi, cercando di raggiungere un compromesso tra la richiesta del Fondo di un accordo che stabilisca le specificità della ristrutturazione del debito e il desiderio della Germania di ottenere un accordo politico che lasci stabilire questi dettagli il prossimo anno. Un accordo di compromesso proposto nel corso dell’incontro durato otto ore è stato respinto da Atene, che lo ha considerato eccessivamente vago. Euclid Tsakalotos, ministro ellenico, ha osservato che “la sensazione è che sia stato necessario intensificare il lavoro per avere quella chiarezza che i mercati finanziari e il popolo greco avevano già su cosa aspettarsi in termini di riduzione del debito alla fine del programma“.

 

Fmi pronto a finanziare la Grecia

 

Non solo una decisione sul debito del Paese avrebbe aperto uno spiraglio perchè il Fmi decida di farsi coinvolgere nel programma, ma potrebbe anche spianare la strada alla Banca centrale europea per includere la Grecia nel suo programma di acquisto di obbligazioni, in modo da reinserire Atene nei mercati obbligazionari, da cui era stato escluso a partire dal 2010, ad eccezione di un breve lasso di tempo nel 2014. L’economia greca ha pagato un prezzo elevato per il ritardo nei colloqui sul debito e nella discussione con i creditori internazionali per il salvataggio.

 

Grecia, previsioni di crescita e scenari possibili

 

Gli economisti ora prevedono che il prodotto interno lordo cresca dell’1,5% quest’anno, in calo rispetto a una previsione del 2,7% alla fine del 2016. I creditori della Grecia non riescono a trovare una visione comune di quello che sarà il surplus del Paese e il percorso di crescita di Atene nei prossimi anni e stanno discutendo di tre diverse ipotesi.

Il primo scenario possibile, secondo cui non sarebbe necessario intervenire sullo sgravio del debito prima che il programma termini nel 2018, prevede che la Grecia si attenga alla prospettiva di crescita che l’Unione europea ha previsto fino al 2060 e che registri avanzi primari pari al 2,6% del Pil. Il secondo scenario delineato, più pessimista e che richiederebbe soluzioni più drastiche nella riduzione del debito, si basa sull’ipotesi del Fmi di una crescita dell’1% a lungo termine e prevede un rallentamento del surplus primario all’1,5% subito dopo il 2022. Il terzo ed ultimo scenario è intermedio e presuppone misure di riduzione del debito.

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