Crisi Astaldi: al via concordato in continuità, entro due mesi il piano per ristrutturare i bond

Obbligazionisti Astaldi pronti a dare battaglia: prosegue la raccolta degli investitori al comitato di rappresentanza (https://bondholdersastaldi.it)

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Obbligazionisti Astaldi pronti a dare battaglia: prosegue la raccolta degli investitori al comitato di rappresentanza (https://bondholdersastaldi.it)

Il Tribunale di Roma ha accettato la proposta di concordato in continuità presentata da Astaldi a fine settembre. Il tribunale ha inoltre nominato i commissari che sono Stefano Ambrosini, Vincenzo Ioffredi e Francesco Rocchi. Astaldi dovra’ presentare il piano concordatario entro i prossimi 60 giorni.

I creditori, banche e obbligazionisti, saranno quindi chiamati ad approvare a maggioranza di almeno il 60% la proposta di ristrutturazione del debito di Astaldi (circa 2 miliardi di debito) per consentire all’azienda di evitare il fallimento. Il procedimento dovrà concludersi entro il 18 febbraio 2019, salvo proroga di 60 giorni, con omologa da parte del Giudice fallimentare. Nel frattempo proseguono a ritmo serrato le trattative per la vendita della concessione del terzo ponte sul Bosforo.

 

Ristrutturazione obbligazioni Astaldi

 

In borsa le obbligazioni senior Astaldi 7,125% 2020 e Astaldi 4,875% CV 2024 viaggiano intorno al 34% del valore nominale scontando una pesante ristrutturazione nella misura e nella duration. Fra le varie ipotesi che circolano negli ambienti finanziari, pare che si voglia proporre agli obbligazionisti high yield una exchage offer con nuovi bond senior a scadenza quinquennale con cedola più bassa step up, cioè in crescita progressiva col tempo, e azioni di nuova emissione. Per il bond convertibile, invece, si starebbe pensando a un allungamento della scadenza di uno-due anni con cedola più bassa e conversione in azioni di una parte maggiore del nominale rispetto al titolo high yield, tenuto conto anche del minor outstanding in circolazione (140 milioni di euro). Il tutto si inserirebbe – sempre secondo rumors di borsa – in un contesto che vede i soci iniettare nuova liquidità attraverso un aumento di capitale per almeno 300 milioni di euro e l’ingresso nella compagine azionaria di Salini-Impregilo.

 

Il comitato degli obbligazionisti Astaldi

 

Nel frattempo gli obbligazionisti retail, che si sono organizzati in un comitato per fronteggiare qualsiasi tentativo velleitario di Astaldi di tagliare il valore nominale dei bond, hanno raccolto adesioni per circa il 13% del debito obbligazionario complessivo. Scopo dei bondholders è quello di opporsi a qualsiasi forma di coinvolgimento nell’aumento di capitale di Astaldi e quindi di ricevere in cambio dei bond nuove azioni. “La conversione di parte dei debiti in azioni non ci interessa – tuona Nicolas Johnson, rappresentante degli obbligazionisti -, non permetteremo che le perdite accumulate da Astaldi finiscano sulle spalle degli obbligazionisti.

Siamo disposti a negoziare un allungamento delle scadenze e/o anche alla conversione di parte delle obbligazioni in titoli ibridi o convertibili, anche a lunga scadenza, ma non ad accettare azioni (che non valgono nulla) in cambio di bond per fare un favore alle banche creditrici, ai padroni o a Salini che intende prendersi l’azienda con pochi soldi depurata dai debiti. Abbiamo Abbiamo costituito un comitato di rappresentanza con l’obiettivo di sederci al tavolo delle trattative quando sarà il momento e avanzare le nostre proposte costruttive a difesa dei nostri diritti” – conclude il rappresentante dei bondholders Astaldi.

Per aderire al comitato è sufficiente mandare una mail a [email protected] chiedendo di prendervi parte. L’adesione è completamente gratuita e permette di rimanere costantemente aggiornati sull’evoluzione della procedura concorsuale di Astaldi.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Obbligazioni Astaldi