Creval: Moody’s taglia rating sui depositi e rischia il downgrade

Azioni Creval in picchiata dopo decisione Moody's sulla qualità dei depositi a lungo termine. Dubbi degli investitori su 150 milioni di bond subordinati emessi ad aprile

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Azioni Creval in picchiata dopo decisione Moody's sulla qualità dei depositi a lungo termine. Dubbi degli investitori su 150 milioni di bond subordinati emessi ad aprile

Peggiora la qualità del credito del Gruppo Creval. Moody’s ha ridotto il rating di lungo termine sui depositi a ‘Ba2’ da ‘Ba1’ e ha posto i rating in revisione per un possibile downgrade. Nell’ambito della medesima azione, spiega una nota, il rating di breve termine ‘Not Prime’ è stato confermato. Così come, al momento, rimane confermato il rating di Fitch (BB-) con out look negativo e DBRS (BB-high) con outlook stabile.

 

Il Credito Valtellinese, come noto, non versa in acque tranquille a causa dell’elevato quantitativo di crediti deteriorati che pesano sul bilancio del gruppo bancario. Il primo semestre dell’anno si è chiuso con proventi operativi in calo del 7,7% a quota 396 milioni di euro. La perdita netta del periodo – si legge nella relazione semestrale – è stata pari a 195 milioni di euro, in peggioramento rispetto all’utile di 19,1 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. A pesare sui conti le rettifiche di valore per deterioramento di crediti e altre attività finanziarie, balzate a 369 milioni di euro, una quota più che doppia rispetto ai 151,8 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

 

In borsa, il titolo azionario cede oltre il 7% a quota 3,5 euro, mentre i bond subordinati appena emessi sono scesi sotto la pari alla borsa del Lussemburgo. Creval ha emesso sei mesi fa un prestito obbligazionario subordinato da 150 milioni di euro, riservato a investitori istituzionali e offrendo un rendimento del 8,50% per dieci anni con possibilità di richiamo dopo cinque. Il bond Lt2 è stato collocato per rastrellare la liquidità necessaria a rimborsare un analogo prestito in scadenza a settembre 2017 da 125 milioni e con cedola 5,25%. L’operazione di rifinanziamento, più costosa, non è passata inosservata agli analisti di Moody’s che hanno quindi abbassato le valutazioni sul merito creditizio della banca valtellinese. Il mercato – osservano i traders – dopo gli eventi delle popolari venete e la ricapitalizzazione di Banca Carige, si sta focalizzando sul Credito Valtellinese.

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