Creval: i bond subordinati rendono il 20%, aumenta il rischio

L’aumento di capitale da 700 milioni del gruppo Creval potrebbe coinvolgere anche i bond subordinati. I rendimenti s’impennano

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L’aumento di capitale da 700 milioni del gruppo Creval potrebbe coinvolgere anche i bond subordinati. I rendimenti s’impennano

I bond subordinati Creval sono da evitare. Il mercato sta cominciando a scontare la possibilità che il gruppo bancario Credito Valtellinese debba forzare la mano sui creditori meno garantiti affinchè possa mandare a buon fine l’aumento di capitale da 700 milioni annunciato la scorsa settimana in occasione della presentazione dei conti trimestrali al 30 settembre 2017.

Come noto, la situazione patrimoniale del Creval è appesantita da un fardello di sofferenze da 4,33 miliardi di euro di cui la metà sono crediti deteriorati, cioè non più recuperabili, e che ammontano nel loro complesso a tre volte il patrimonio netto del gruppo. Inoltre, stando alle risultanze del terzo trimestre 2017, i coefficienti patrimoniali sono scesi a ridosso dei parametri minimi SREP con il Tier1 a 9,40% e il Total Capital Ratio a 11,30%.

Creval: aumento di capitale da 700 milioni

 

Il piano industriale triennale presentato dal presidente Miro Fiordi e prevede un aumento di capitale fino a 700 milioni con la contestuale cessione di crediti deteriorati con “GACS” fino a un massimo di 1,6 miliardi di euro entro il primo semestre 2018 e altre cessioni per 500 milioni nella seconda parte dell’anno. Saranno inoltre chiuse altre 88 filiali con un target di 350 unità entro fine 2018. Il tutto in un’ottica di riportare entro il 2020 il Creval in utile di 150 milioni all’anno. Ce la farà? Una prima risposta arriverà il prossimo 19 dicembre quando l’assemblea dei soci sarà chiamata ad approvare il piano e l’aumento di capitale fino a 700 milioni di euro che rappresenta oggi quattro volte la capitalizzazione di borsa della banca.

Secondo i vari analisti, questo aumento di capitale è un boccone troppo grosso da digerire per il Creval e c’è il rischio che possa incontrare delle difficoltà il prossimo anno quando sarà attuato, anche se Mediobanca ha già fornito formali garanzie a sostegno dell’operazione. Un valido apporto potrà essere offerto anche dagli obbligazionisti subordinati, anche se al momento non vi è nulla di certo, i quali potrebbero concorrere al rafforzamento patrimoniale per un ammontare complessivo di circa 460 milioni di euro convertendo, nella peggiore delle ipotesi, i titoli in azioni e diventando, alla fine dei conti, padroni della banca. In tutti i precedenti casi di rafforzamento patrimoniale, da Mps alle banche venete, a la recente caso di Banca Carige, i bond subordinati hanno concorso al “salvataggio” della banca. Non vedo come possa essere diverso per il Creval – commenta un esperto –.

 

Nel mirino ci sarebbero, fra i vari bond del gruppo, anche una obbligazione subordinata Creval che scade fra un anno: il bond Credito Valtellinese 3,75% dicembre 2018 (Isin IT0004975899) da 170 milioni di euro. Il bond è sceso a 84 sul mercato Hi-Mtf per un rendimento che sfiora il 20%. Così come per l’obbligazione, sempre LT2, Creval 8,25% 2027 (Isin XS1590496987) che alla borsa del Lussemburgo scambia a 87. I bond – fa notare un trader – seguono da vicino l’andamento del titolo azionario che è sprofondato in borsa del 40% dopo l’annuncio dell’aumento di capitale.

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Argomenti: Credito Valtellinese

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