Creval: i bond subordinati non saranno toccati. Ma il mercato non la pensa così

Continua la discesa dei prezzi dei bond subordinati Creval. Il mercato sconta il coinvolgimento nella ricapitalizzazione da 700 milioni

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Continua la discesa dei prezzi dei bond subordinati Creval. Il mercato sconta il coinvolgimento nella ricapitalizzazione da 700 milioni

Cerca di tirare il fiato il titolo Creval a Piazza Affari dopo i crolli dei giorni scorsi che hanno visto la capitalizzazione di borsa scendere al di sotto dei 100 milioni di euro. A Milano il titolo rimbalza del 20%, sopra quota 1 euro, dopo che la Consob ha vietato le vendite allo scoperto e il direttore generale Mauro Selvetti ha rassicurato gli investitori sulla bontà del piano industriale e sulla riuscita dell’aumento di capitale.

In particolare, Selvetti dichiara sulle colonne de Il Sole 24 Ore che gli investitori in obbligazioni subordinate, quelle finite nell’occhio del ciclone nelle ultime sedute, non verranno toccate ed esclude la conversione di tale categoria di bond in capitale. Il manager si dimostra fiducioso sulla riuscita dell’aumento di capitale che verrà proposto all’assemblea dei soci il prossimo 19 dicembre confidando nella risposta positiva da parte di investitori istituzionali esteri e sulle pre garanzie offerte da Mediobanca.

 

Creval: bond subordinati rendono il 65%

 

Il mercato, però, non la pensa così e, a parte il rialzo del prezzo delle azioni in borsa dovuto in prevalenza a ricoperture tecniche – come fanno notare i traders – i bond subordinati continuano a rotolare. Alla borsa del Lussemburgo, l’obbligazione Creval 8,25% 2027 segna un prezzo indicativo di 52 (emessa 98,20 ad aprile 2017), mentre il bond 3,75% dicembre 2018 scambia poco a 61 per un rendimento che supera il 65% a scadenza. Secondo gli esperti di Banca IMI, l’aumento di capitale sarebbe un boccone troppo grosso per il Creval e sarà necessario il concorso degli obbligazionisti subordinati affinché possa diventare fattibile. Il totale dei bond subordinati LT2 del Gruppo supera i 430 milioni di euro e una conversione parziale o totale del debito in capitale potrebbe rendere meno problematico raccogliere altri soldi sul mercato. Tutto, però, dipenderà da come e quanto gli investitori istituzionali (anche possessori di bond suboridnati), che saranno contattati durante il road show internazionale del Creval, saranno disposti ad appoggiare il piano di ricapitalizzazione.

 

Moody’s taglia rating al Creval

 

Intanto, anche Moody’s (dopo DBRS) ha deciso di ridurre il rating di lungo termine sui depositi (“Long-term deposit rating”) della banca a “Ba3” (da “Ba2”). L’outlook è ora in evoluzione.  L’azione degli analisti americani conclude la revisione con implicazioni negative iniziata il 17 ottobre. Un campanello d’allarme che indica l’incertezza dell’aumento di capitale da 700 milioni annunciato dal Creval. Impossibile – secondo altri analisti – che la banca possa riuscire in un’impresa tanto aggressiva senza coinvolgere i creditori subordinati. Tutte le banche italiane dissestate li hanno “tagliati” (Banca Carige) se non azzerati (Popolare Vicenza, Veneto Banca). Quindi anche Creval sarà costretta a farlo.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Credito Valtellinese

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.