La corsa ai bond favorisce i safe asset, i rialzi da maggio sfiorano il 30%

E' tornata la corsa ai bond con i maxi-rialzi messi a segno dai titoli più sicuri a lungo termine. E' indice di paura sui mercati.

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La paura spinge la corsa ai bond sui mercati

I rendimenti dell’Italia a 10 anni sono tornati ai minimi da sei mesi, scendendo sotto 0,55%. Nel frattempo, il Bund sulla medesima scadenza offre il -0,50%, ai minimi da sette mesi. Era al -0,16% a fine giugno. Sui mercati finanziari è tornata la corsa ai bond. E non è una bella notizia in sé. La paura sta sostenendo gli acquisti di “safe asset”. La variante Delta fa temere nuove chiusure per via del boom dei contagi, pur ad oggi non accompagnato fortunatamente da quello di morti e ricoveri.

A proposito di safe asset, abbiamo i titoli di stato a 100 anni dell’Austria e quelli a 30 anni della Germania a segnalarci il trend sui mercati. La scadenza 2117 di Vienna con cedola 2,10% è arrivata a superare la quotazione di 192 per ripiegare a 188,60. A metà maggio, al culmine del “sell off” obbligazionario, si attestava sotto 153. Da allora, ha messo a segno un rialzo del 23,5%.

Corsa ai bond e boom delle quotazioni

Meglio ancora ha fatto la scadenza giugno 2120 e cedola 0,85%. Nello stesso frangente, è salita da meno di 84 centesimi a circa 109. Il rialzo è stato, in questo caso, del 29%. E arriviamo al Bund agosto 2050 zero coupon. E’ il trentennale tedesco senza cedola. Quotava a meno di 88 centesimi a maggio, mentre ieri risultava salito a quasi 102. Un guadagno di oltre il 16%.

Non solo siamo in presenza di forti balzi dei prezzi, ma peraltro in relazione a bond considerati per l’appunto “safe asset”. Essi sono tipicamente privi di rischi concreti. Per questo offrono rendimenti molto bassi. In effetti, il Bund a 30 anni rende -0,06%. E, dunque, siamo portati a pensare che comprarli per inserirli in portafoglio non abbia senso. Non è così.

Anzitutto, nelle fasi critiche consentono di impiegare liquidità in titoli sicuri. Secondariamente, riescono a far guadagnare l’obbligazionista attraverso la forte crescita delle quotazioni. Per contro, in assenza di timori specifici tendono ad accusare cali altrettanto bruschi. Accadde tra il dicembre e il maggio scorsi, quando il bond a 100 anni dell’Austria arrivò a ripiegare del 35%.

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