Corporate bond garantito a 99 anni e rendimento 1,5%, accade in Austria

Obbligazioni garantite con scadenza a 99 anni e rendimento all'1,5% in Austria. Così, il miliardario Rene Benko approfitta dei bassi tassi per indebitarsi a costi irrisori da qui a un secolo.

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Obbligazioni garantite con scadenza a 99 anni e rendimento all'1,5% in Austria. Così, il miliardario Rene Benko approfitta dei bassi tassi per indebitarsi a costi irrisori da qui a un secolo.

L’Austria ha fatto parlare di sé nel corso del 2019 per quel bond sovrano a 100 anni, che è finito per rendere anche meno di mezzo punto percentuale. E anche stavolta si parla di un’emissione secolare, ma che riguarda il settore privato, sebbene come vedremo lo stato c’entri lo stesso un po’, in un certo senso. Il miliardario Rene Benko, attivo nel settore immobiliare e a capo di Signa Prime Selection AG, ha siglato un accordo di 99 anni con l’assicuratore tedesco R+V, grazie al quale al secondo sono state vendute obbligazioni a 99 anni per 250 milioni di euro e garantite da un gioiello architettonico viennese, esitando un rendimento di appena l’1,50%.

Facciamo un passo indietro. Era il 2013, quando Benko acquista l’ex sede delle poste della capitale austriaca, la Postsparkasse, un immobile in art nouveau. Ancora nel settembre scorso, l’asset veniva valutato 130 milioni di euro, senonché il suo valore di mercato esplode con l’arrivo del mese di novembre, quando Signa sigla un contratto di affitto per 99 anni con BIG, gestore immobiliare pubblico, a seguito del quale nell’edificio verranno trasferite alcune facoltà statali e alcune parti, come l’ingresso, verranno aperte al pubblico.

Grazie all’accordo, la valutazione di mercato dell’immobile è salita vertiginosamente a 300 milioni, per cui Benko ha potuto adesso a sua volta prendere a prestito denaro da R+V per 99 anni – quanto la durata del contratto pubblico – spuntando un costo notevolmente basso, poiché il bond emesso risulta garantito in toto dall’immobile. Il miliardario non è nuovo ad iniziative imprenditoriali di un certo interesse. Qualche settimana fa, ha comprato la metà di Globus, retailer svizzero del lusso.

Lo scorso anno, scalò i grandi magazzini tedeschi Kaufhof, rilevando il 50% in mano a Hudson’s Bay Co e procedendo alla fusione con Karstadt, di cui era già proprietario.

Rendimento basso grazie anche a Vienna

L’obbligazione “covered” da poco emessa, tuttavia, rappresenta un salto di qualità nel settore privato. Una società è riuscita a indebitarsi per un periodo così lungo e a costi così bassi, anche grazie al “benchmark” sovrano. Il bond austriaco con scadenza 20 settembre 2117 e cedola 2,10% (ISIN: AT0000A1XML2) prezza quasi il doppio del suo valore nominale, in area 196, esitando un rendimento di circa lo 0,56%. Ebbene, questo dato è diventato un riferimento per il mercato austriaco, anche se nel caso in esame stiamo parlando di un titolo garantito da un asset immobiliare e che a sua volta ha più che raddoppiato la sua valutazione per effetto un contratto pubblico che lo ha ad oggetto.

Tuttavia, ci rendiamo ben conto che se al posto di Signa ci fosse stata una società italiana, non sarebbe riuscita certamente a spuntare condizioni così vantaggiose. Quanto accaduto ci conferma come il rating sovrano conti parecchio anche per un soggetto privato con sede in quello stato. L’emittente ha ottenuto il giudizio “A+” da Creditreform. Ammesso che la valutazione sia comparabile con quella delle principali agenzie di rating (S&P, Moody’s e Fitch), essa si mostra di almeno tre gradini inferiore a quella sovrana.

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