'Conversione bond subordinati: ora tocca a Banca Carige?-

Conversione bond subordinati: ora tocca a Banca Carige?

Bce e Ue in pressing su Banca Carige. Serve aumento di capitale da almeno 600 milioni. Azioni e bond subordinati al minimo storico

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Bce e Ue in pressing su Banca Carige. Serve aumento di capitale da almeno 600 milioni. Azioni e bond subordinati al minimo storico

Salavate le banche venete ed Mps, ora l’attenzione degli investitori passa a Banca Carige. Il gruppo bancario genovese è alle prese con un robusto programma di rafforzamento patrimoniale e con la cessione di Npl, difficili da smaltire.

 

Per stare in piedi e rispettare i requisiti imposti dalla Bce e le richieste della Ue, servono diverse misure finanziarie che rischiano di non trovare adeguato supporto fra gli azionisti, a cominciare dalla famiglia Malacalza che controlla Banca Carige. In sostanza, mancano i soldi e nessuno in questo momento se la sente di mettere quattrini per salvare banche dissestate. Lo si è visto con le popolari venete, con Banca Mps e, due anni fa, con Banca marche, Etruria, Carichieti e Carife.

 

L’aumento di capitale e il nodo cessione Npl

 

La nomina del nuovo amministratore delegato Paolo Fiorentino (ex UniCredit) al posto di Guido Bastianini (sfiduciato) dovrebbe imprimere un’accelerazione al piano di cessione di Npl di Banca Carige entro l’anno. Si parla di circa 3,4 miliardi di euro (una prima tranche da 938 milioni è già in via di smaltimento tramite Gacs ma resta un altro pacchetto da circa 2,4 miliardi), per poter andare incontro a un aumento di capitale gestibile dagli azionisti. Tuttavia, il mercato non ci crede, visti i precedenti delle altre banche italiane dove alla fine i numeri erano molto più grandi di quanto inizialmente dichiarato dagli amministratori e riportato dalla stampa. Tant’è che il titolo azionario in borsa è scivolato ai minimi storici a 18 centesimi di euro. Del resto i 450 milioni di aumento di capitale inizialmente preventivati dal board ora sono diventati circa 600, ma fra qualche settimana potrebbero salire a 800.

Andamento a cui ormai ci si è fatti l’abitudine man mano che saltano fuori problemi finora tenuti nascosti nelle pieghe dei bilanci.

 

I bond subordinati Banca Carige

 

Così come quando i Malacalza escludono la conversione dei bond subordinati in azioni sapendo benissimo che il rafforzamento patrimoniale del Gruppo Carige, in mancanza di soldi freschi, dovrà per forza passare anche da questa misura che toccherà anche i portatori di obbligazioni meno garantite. E infatti il bond decennale con cedola 7,321% e scadenza 2020 (Isin XS0570270370) è sceso sotto il 45% del valore nominale per un rendimento del 38%. Il timore è che una eventuale conversione in azioni di questo e altri titoli subordinati possa scalzare Vittorio Malacalza (azionista al 17,6%) dal timone di Banca Carige essendo i bond subordinati più che altro in mano a investitori istituzionali (Unicredit e Generali)

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