Commissione boccia Italia, ma spread resta in calo

Cala lo spread dopo bocciatura Ue, ma le tensioni restano. Per l'Ocse nel 2019 ci sarà rallentamento economico

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Cala lo spread dopo bocciatura Ue, ma le tensioni restano. Per l'Ocse nel 2019 ci sarà rallentamento economico

Dopo la bocciatura ufficiale della manovra italiana da parte della Commissione Europea, lo spread è in netta contrazione a 314 punti base. “La notizia era largamente nei prezzi”, commenta lo strategist di una casa d’investimento milanese, secondo cui questo “non significa certo la fine delle pressioni sullo spread, e durante le prossime sedute i differenziali rimarranno probabilmente nella parte alta del range delle ultime settimane, ovvero tra i 300 e i 330 pb”. A questo punto “le sanzioni Ue sono una prospettiva lontana, e il mercato guarderá con piú attenzione ai dati macroeconomici sulla crescita”.

Sui tempi della procedura è intervenuto lo stesso Commissario agli Affari monetari, Pierre Moscovici, sottolineando che “noi seguiamo le regole e devo dire che sono soddisfatto della procedura che abbiamo perchè non è nè troppo veloce nè troppo lenta, nè troppo debole nè troppo forte. Credo che ci stiamo muovendo nella direzione giusta”.

Ocse: crescita economica debole

Sulle prospettive macro italiane è invece intervenuto l’Ocse, secondo cui la crescita “ha perso inerzia”, con i consumi privati in rallentamento e il tasso di risparmio delle famiglie in aumento. Inoltre, la “creazione di posti di lavoro continua ad essere costituita in prevalenza da contratti a termine e si è recentemente fermata”. Al contempo, “l’inflazione in crescita dovrebbe erodere i redditi disponibili delle famiglie e annullare l’effetto della politica economica espansionistica”. Le stime di crescita per il nostro Paese sono state tagliate allo 0,9% su base annua sia nel 2019 sia nel 2020. Nel frattempo, il deficit e il debito non dovrebbero scendere, con il rapporto debito/Pil che dovrebbe rimanere costante al 129,9% nel 2019 e 2020. Il deficit di bilancio dello Stato dovrebbe attestarsi al 2,5% del Pil nel 2019 e al 2,8% nel 2020.

A proposito delle misure proposte dal governo nella legge di Bilancio 2019, l’Ocse ritiene che “siano dirette nella giusta direzione, ma la spinta alla crescita dovrebbe essere modesta, specialmente a medio termine”. Uno sviluppo delle “politiche giá avviate”, come il Rei, “garantirebbe un risultato piú rapido ed efficiente”. Sul fronte della riforma delle pensioni, “la riduzione dell’etá pensionabile peggiorerá le diseguaglianze generazionali, aumentando una spesa pensionistica giá elevata”, conclude l’Ocse.

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Argomenti: Btp