Commerzbank verso la nazionalizzazione

Vacilla il numero due della finanza tedesca costretto a chiedere aiuto allo Stato per ricapitalizzare entro giugno. Al via il riacquisto di 600 milioni di obbligazioni ibride in circolazione

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Vacilla il numero due della finanza tedesca costretto a chiedere aiuto allo Stato per ricapitalizzare entro giugno. Al via il riacquisto di 600 milioni di obbligazioni ibride in circolazione

Il secondo maggiore istituto di credito tedesco potrebbe presto diventare di proprietà dello Stato. Se ne parla sempre più insistentemente da giorni, cioè da quando Commerzbank ha reso noto che la crisi greca ha pesato più del previsto sui conti del colosso bancario ed entro la prima metà del 2012 dovrà procedere a una ricapitalizzazione di quasi 5 miliardi di euro. A riportarlo è l’agenzia Reuters che, citando fonti interne anonime, sottolinea che lo Stato sta per acquistare un altro grosso pacchetto di azioni Commerzbank (ne possiede già il 25%) per salire oltre il 50% del capitale garantendo così il successo della prossima ricapitalizzazione entro giugno e per soddisfare le più stringenti regole di patrimonializzazione stabilite dall’Eba, l’Authority di vigilanza europea. Alla notizia di agenzia ha fatto eco anche l’autorevole settimanale tedesco Der Spiegel che, citando fonti governative, ha scritto che la Merkel potrebbe riattivare il fondo di aiuto alle banche Soffin (messo in piedi nel 2008, proprio per dare vita ai salvataggi dalla tempesta finanziaria americana, e che gode di 280 miliardi di euro di risorse) e acquistare altre azioni di Commerzbank se non riuscisse a raccogliere capitale sufficiente a migliorare la propria patrimonializzazione entro l’estate prossima.

 

Buy Back Commerzbank per 600 milioni sulle obbligazioni ibride 

Insomma un susseguirsi di voci che, da un lato hanno rianimato gli scambi delle innumerevoli obbligazioni Commerzbank il cui rendimento lordo medio a scadenza è sceso sotto il 4% (altrettanto non si può dire del titolo azionario che da inizio anno ha perso il 70%), mentre dall’altro hanno alimentato forti preoccupazioni circa la tenuta del sistema creditizio della inossidabile Germania, paladina del rigore europeo. In altre parole, la banca tedesca numero due rischia l’insolvenza, come potrebbero stare le cose presso gli altri istituti di credito? Comunque, a sostenere i corsi obbligazionari è anche la notizia che il gruppo bancario tedesco, nell’ambito di misure per il rafforzamento della propria struttura di capitale, ha annunciato il riacquisto di titoli di capitale ibrido per almeno 600 milioni di euro.

L’offerta volontaria di acquisto agli investitori, iniziata il 5 dicembre, terminerà il 13 dicembre prossimo e riguarda una parte dei Trust Preferred Securities per 2,23 miliardi che il gruppo ha in circolazione. Il riacquisto avrà un effetto positivo a livello di risultato Ifrs e di aumento del Core Tier 1 ratio, ma questo non servirà a scongiurare l’intervento di Berlino – precisa un analista di Barclay – poiché Commertzbank è fra gli istituti tedeschi che sono stati più colpiti dalla crisi dei debiti sovrani in Europa perché più esposto verso il debito degli stati periferici.

 

Commerzbank cede Eurohypo e si prepara a ricapitalizzare per cinque miliardi 

Il titolo Commerzbank a Francoforte

Già tre anni fa, la banca fu salvata da un intervento del governo, che fece entrare lo Stato nel capitale, con il 25% e adesso, nel terzo trimestre, una svalutazione di 800 milioni di euro sul debito sovrano greco ha gettato i suoi conti nuovamente in rosso. Senza considerare che nelle casse dell’istituto sono presenti anche 7 miliardi di titoli di stato italiani, recentemente caduti in sofferenza. Sicché, nonostante il Core Tier1 risulti al momento superiore alla soglia minima del 9% richiesta dall’autorità bancaria europea, il possibile ulteriore deterioramento del patrimonio netto, sceso sotto i 25 miliardi e con un valore di capitalizzazione di appena 7,5 miliardi, avrebbero spinto l’Ad Martin Blessing a chiedere aiuto ancora una volta allo stato. Anche perché la crisi finanziaria europea che sta investendo Commerzbank non sembra placarsi e la recente decisione di cedere in fretta e furia la controllata Eurohypo allo Stato per far cassa in vista dell’aumento di capitale non fa altro che alimentare le preoccupazioni di quella che gli analisti hanno già classificato come una Lehman Brothers europea.

Intanto l’agenzia Standard & Poor’s ha messo da poco sotto osservazione il rating della banca tedesca (attualmente classificato A) per una possibile revisione in senso negativo, dopo aver minacciato di declassare il merito creditizio degli stati europei, comprasa la Germania.

 

La Banca Centrale Europea fornirà liquidità illimitata per tre anni 

Intanto, in occasione del meeting della BCE che, come previsto, ha abbassato il tasso di sconto all’1% dal 1,25%, il governatore Mario Draghi ha fatto sapere che l’istituto di Francoforte fornirà per tre anni liquidità illimitata agli istituti di credito. La banca Centrale ha inoltre fatto sapere di avere ampliato la gamma di titoli che le banche possono fornire come collaterale, cioè come garanzia in cambio di liquidità, includendovi fra l’altro le Abs (asset-backed securities), i titoli garantiti da attivi come i mutui. Una misura – commentano a caldo alcuni operatori – che dovrebbe scongiurare definitivamente i dubbi sulla tenuta dell’euro e che nel lungo periodo sarà in grado di dissipare le tensioni nell’eurozona.

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