CoCo Bond Santander in dollari (ISIN: XS1066553329) rimborsato a maggio, ecco perché non segue il destino di quello in euro di febbraio

La banca spagnola Santander rimborserà a maggio il bond "ibrido" in dollari per 1,5 miliardi, non seguendo la decisione di febbraio di non richiamare il corrispondente titolo in euro.

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La banca spagnola Santander rimborserà a maggio il bond

Santander ha comunicato che eserciterà nel prossimo 19 maggio la “call” del bond perpetuo (ISIN: XS1066553329), emesso alla pari 78in dollari nel 2014 per 1,5 miliardi e con cedola 6,375%. La decisione era attesa e per nulla scontata dopo che la banca spagnola aveva sorpreso il mercato a febbraio, annunciando che non avrebbe richiamato il CoCo Bond in euro per 1,5 miliardi e cedola 6,25%. Anche se manca oltre un mese alla scadenza, poiché le banche devono comunicare la decisione tra i 30 e i 60 giorni prima, ieri è arrivata la conferma.

Trattasi di un “Additional Tier 1”, un’obbligazione “ibrida”, ovvero considerata a metà tra capitale e debito. Non prevede alcuna scadenza, semmai una data a partire dalla quale è possibile esercitare il rimborso.

CoCo Bond Santander, mercato nervoso sul mancato pagamento della call option

Come mai la “call” verrà esercitata sul bond in dollari a maggio, contrariamente a quanto avvenuto a febbraio, quando Santander ha di fatto rotto il patto non scritto tra banche e investitori, dando vita al primo mancato rimborso sul mercato europeo? E’ stato solo un fatto di costi. I cosiddetti CoCo Bond, acronimo per “Contingent Convertible bond”, prevedono il passaggio da una cedola fissa a una variabile nel caso di mancato rimborso. A febbraio, per Santander ciò avrebbe significato passare da un tasso del 6,25% corrisposto agli obbligazionisti, a uno del 5,50%, non solo più basso del precedente, bensì pure del rendimento esitato la settimana sull’emissione di un altro CoCo Bond per 1,2 miliardi in euro al 7,50%. In sostanza, avrebbe dovuto rimborsare il titolo, rifinanziandosi sui mercati a costi superiori rispetto a quelli che sta, invece, sostenendo con il prolungamento della vita del debito.

Conviene richiamare il bond in dollari

Per il CoCo Bond in dollari, il discorso cambia. I termini di emissione prevedono che nel caso di mancato rimborso, la cedola paghi uno spread di 478,8 punti base (4,788%) sopra il tasso “mid swap” a 5 anni, che in questo momento si attesta in area 2,4%. In definitiva, dal prossimo mese scatterebbe a carico di Santander un interesse annuo del 7,2%, superiore rispetto alla cedola attuale e anche al costo di rifinanziamento sui mercati.

Dunque, le conviene esercitare la “call” ed estinguere l’obbligazione emettendo un altro bond a condizioni più favorevoli.

Banche, ora fanno paura i CoCo Bond. Qual è la situazione in Italia?

Sbaglia chi pensa che gli spagnoli abbiano voluto evitare il bis per non indispettire il mercato, anche perché gli investitori americani, contrariamente a quelli europei, non nutrono aspettative di rimborso automatico alla data fissata per l’esercizio. E con il mancato rimborso di febbraio, Santander ha segnalato di potersi permettere di frustrare le attese degli obbligazionisti, non temendo per la sua reputazione, grazie alle condizioni finanziarie positive. Semmai, il caso ha evidenziato come il mercato debba prendere in considerazione d’ora in avanti ipotesi di mancato esercizio della clausola di rimborso e debba guardare alle condizioni effettive vigenti, che nel caso del bond in euro non hanno reso conveniente l’estinzione del debito. Come sappiamo, invece, i tassi americani sono ben più alti di quelli nell’Eurozona e ciò ribalta il risultato del ragionamento. Il titolo al momento quota poco sopra la parità, mentre l’omologo in euro non riscattato poco sotto di essa.

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