Cir, obbligazioni più sicure dei BTP con 540 milioni di euro in cassa

I bond della holding di De Benedetti si sono apprezzati del 45% grazie ai soldi del Lodo Mondadori e ora rendono quasi come i BTP. Ancora a sconto le azioni sulle quali potrebbe arrivare un dividendo extra

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I bond della holding di De Benedetti si sono apprezzati del 45% grazie ai soldi del Lodo Mondadori e ora rendono quasi come i BTP. Ancora a sconto le azioni sulle quali potrebbe arrivare un dividendo extra

Cir torna in nero nei primi nove mesi del 2013. La holding della famiglia De Benedetti, che ieri ha presentato la trimestrale, ha chiuso il bilancio al 30 settembre con un utile netto positivo per 10,7 milioni di euro, contro una perdita più o meno simile dello stesso periodo nel 2012. I dati economici, nonostante le perdite da svalutazioni della controllata Sorgenia, sono stati influenzati dal risarcimento di 491,3 milioni di euro derivante della ventennale causa Lodo Mondadori che hanno impattato più che positivamente sul conto economico del gruppo. In assenza delle pesanti svalutazioni apportate sulla controllata energetica Sorgenia (228 milioni solo nell’ultimo trimestre), l’utile netto sarebbe stato molto più alto. Nonostante la crisi economica in Italia che continua a premere sulle attività di Cir (i ricavi sono scesi del 2,1% a 3,5 miliardi di euro), il gruppo dispone ora di una dote finanziaria da 542,1 milioni di euro, al lordo delle tasse, che potrebbero salire ancora entro la fine dell’anno, grazie al positivo apporto di Sogefi e Kos che stanno andando molto bene. Una potenza di fuoco invidiabile che ha messo le ali al titolo azionario a Piazza Affari, ancora sottovalutato per la maggior parte degli analisti, ma soprattutto  il bond Cir International 5,75% 2024.

 

Le obbligazioni Cir International 5,75% 2024 sono ancora a sconto

 

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Da inizio anno il bond ventennale Cir International 5,75% 2024 (Isin XS0207766170) si è apprezzato del 45% raggiungendo la soglia della parità alla borsa del Lussemburgo. Una progressione che ha decisamente sovraperformato quella del titolo azionario (+34%) e sta per eguagliare il rendimento del BTP 4,50% 2024 di pari durata (Isin IT0004953417). Quest’ultimo infatti vale 103 e offre uno yield lordo del 4,66% che si confronta con il 5,75% offerto dalle obbligazioni CIR a fronte di un rating BB attribuito da Standard & Poor’s. Al netto delle ritenute fiscali, però, il differenziale fra le obbligazioni Cir e il BTP è ancora più sottile, circa lo 0,52%. Poco per un bond corporate “non investment grade”, ma che la dice tutta sul fatto che la liquidità di cui Cir dispone è più che sufficiente a garantire i titoli a debito, benché senior unsecured, emessi dalla controllata lussemburghese nel lontano 2004. Il bond si appresta a staccare la cedola fissa annuale (16 dicembre) ed è negoziabile per tagli minimi di 50.000 euro con multipli aggiuntivi di 1.000. Secondo rumors di borsa in circolazione già da tempo, poi, i vertici di Cir starebbero studiando la possibilità di rifinanziare il bond da 300 milioni, già riacquistato per buona parte (buy back) con un’emissione più a buon mercato cercando di approfittare, da un lato le migliori condizioni offerte dal mercato obbligazionario in questo momento, e dall’altro dell’energico supporto arrivato dal risarcimento milionario del Lodo Mondadori. Contatti informali sarebbero già stati avviati con alcuni advisors e primarie banche internazionali, ma per ora tutto è ancora da in fase di studio, sia per quanto concerne l’ammontare, sia per quanto riguarda il costo di rifinanziamento.

 

Dividendo straordinario CIR in primavera?

 

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Non è ancora chiaro come saranno impiegate le immense disponibilità di cui Cir gode e i De Benedetti si sono limitati a dire che “eventuali futuri utilizzi delle risorse a disposizione saranno valutati nell’interesse dello sviluppo del gruppo e di tutti gli azionisti”. Tuttavia appare abbastanza evidente che l’incremento del patrimonio di Cir ha fatto schizzare in alto le quotazioni delle obbligazioni creando le condizioni favorevoli per poter rifinanziare il debito in scadenza nel 2024. Per quanto riguarda poi le effettive possibilità di impiego dei 542 milioni di cui Cir disponeva al 30 settembre, gli analisti di Mediobanca e Deutsche Bank sono concordi nel ritenere che Cir premierà gli azionisti il prossimo anno con un dividendo straordinario che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20-25 centesimi per azione. Anche perché la famiglia De Benedetti ha necessità di far affluire liquidità alla indebitata accomandita di famiglia (passando per Cofide), come fece nel 2008 in occasione della distribuzione di proventi straordinari da parte della controllata Sogefi. [fumettoforumright]Parte della liquidità potrebbe poi essere utilizzata per sostenere i conti di Sorgenia (aumento di capitale) o per nuovi progetti  e investimenti nel capo dei media, secondo quanto riferito da Exane BNP Paribas, anche se i vertici del gruppo appaiono più concentrati a mettere in sicurezza i conti delle controllate in questo periodo congiunturale particolarmente prolungato.

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Argomenti: Obbligazioni High Yield, Obbligazioni societarie

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