Cautela sul mercato dei bond. Tesoro prepara lancio Btp a 15 anni

Lo spread Btp/Bund riparte da quota 261 punti. Rendimento del Bund decennale a 0,15%. Via libera del Tesoro a nuovo Btp a 15 anni

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Lo spread Btp/Bund riparte da quota 261 punti. Rendimento del Bund decennale a 0,15%. Via libera del Tesoro a nuovo Btp a 15 anni

Lo spread Btp/Bund ha chiuso la seduta poco mosso 261 punti base rispetto ai 263 pb della chiusura di venerdì, con il rendimento del decennale tedesco ancora ai minimi del 2019 dopo i deboli dati macroeconomici commerciali cinesi che lanciano ulteriori segnali di indebolimento dell’economia di Pechino. In mattinata sul mercato ha iniziato a pesare anche la debole lettura sulla produzione industriale nell’Eurozona a novembre (-1,7% m/m).

Nel frattempo, Il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano ha affidato a Barclays Bank, Citigroup Global Markets, Hsbc France, Jp Morgan Securities e UniCredit il mandato per il collocamento sindacato di un nuovo Btp a 15 anni con scadenza il 1* marzo 2035. La transazione sará effettuata nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato, si legge in una nota del Mef. Per gli analisti di Unicredit, “è sempre piú probabile che la pressione di vendita torni a fare capolino sui titoli di Stato italiano, dato il significativo indebolimento della performance della crescita e il livello del differenziale non troppo lontano dai minimi di settembre”.

Nel frattempo il rendimento del Bund decennale tratta allo 0,215%, non lontano dal minimo di quest’anno allo 0,15%. Sull’obbligazionario prevale la cautela in attesa del voto del Parlamento inglese sull’accordo relativo alla Brexit, conferma un analista, aggiungendo che gli investitori temono sempre piú anche una possibile recessione nell’Eurozona visto il vistoso rallentamento dell’economia evidenziato dagli ultimi dati macroeconomici.

I dati di oggi sulla produzione industriale nell’Eurozona suggeriscono che l’output manifatturiero dell’area euro si sia contratto nell’ultimo trimestre del 2018, una dinamica “causata in primis dal rallentamento dell’export”, commentano Jan Kozak e Matthew Pennill, analisti di Morgan Stanley, secondo cui le sezioni piú orientate al mercato domestico “sono in forma decisamente migliore”. Gli esperti sottolineano come, “sebbene i fattori transitori continuino a giocare un ruolo” in questa dinamica di rallentamento, “i dati confermano sempre di piú che l’atteso rimbalzo non si concretizzato”. Per questo motivo, concludono Kozak e Pennill, nel 2019 “ci aspettiamo che la Bce fornisca nuovi stimoli lanciano una nuova serie di aste Tltro”, così da ridurre il peso sulla liquiditá degli istituti bancari.

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