Carige lancia covered bond da 750 milioni: caratteristiche e rendimento

Il gruppo bancario genovese ha collocato con successo un'emissione obbligazionaria garantita. Il nuovo bond offre una cedola fissa del 3,875% per 5 anni e si acquista sotto la pari

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Il gruppo bancario genovese ha collocato con successo un'emissione obbligazionaria garantita. Il nuovo bond offre una cedola fissa del 3,875% per 5 anni e si acquista sotto la pari

Come anticipato da Investireoggi.it, anche Carige ha lanciato un covered bond. Già diverse banche italiane hanno approfittato della finestra favorevole dei mercati e dei bassi tassi d’interesse per fare funding, come Unicredit, Mediobanca, UBi, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, ecc. e così non poteva mancare all’appello una anche Carige. Si tratta di un ritorno in grande stile dopo anni di assenza sul mercato dei bond di questa natura per l’istituto bancario genovese che ha festeggiato il collocamento con richieste superiori alle attese. Carige ha infatti collocato con successo un’emissione pubblica di obbligazioni bancarie covered (obbligazioni bancarie garantite) avente come sottostante (copertura al 100%) un pacchetto di mutui residenziali ‘prime’ del mercato italiano, per un ammontare benchmark di 750 milioni con scadenza a 5 anni. Il nuovo bond garantito Carige ha ricevuto un’accoglienza decisamente positiva da parte degli investitori esteri che hanno sottoscritto oltre i due terzi dell’emissione. Secondo i dati riportati da Reuters, la distribuzione geografica dei sottoscrittori ha visto l’Italia a quota del 33% mentre il restante 67% è stato collocato tra gli investitori esteri. Nei dettagli in Germania e Austria è stata sottoscritta una quota del 31%, in Gran Bretagna il 23%, in Svizzera il 5%, in Francia in 4%, tra Spagna-Portogallo il 3% e negli altri paesi il rimanente 1%. Per quanto riguarda le categorie di investitori predominano i fondi (46%), seguiti da banche (28%), compagnie assicurative e fondi pensioni (13%), in ultimo corporate (5%) e altri (8%).

 

Collocamento obbligazioni Carige 3,875% 2018 in dettaglio

 

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“Il collocamento è stato uno straordinario successo”, hanno commentato i vertici di Carige, nonostante le difficoltà che il gruppo bancario sta attraversando più di altri. L’ottimo risultato ottenuto, sia per provenienza geografica che per qualità degli investitori, è la dimostrazione della solidità del Gruppo e attesta quanto sia positiva la percezione del valore di Carige anche tra gli investitori istituzionali stranieri.

Il prestito, emesso per 750 milioni, è stato sottoscritto con richieste che hanno abbondantemente superato il miliardi di euro. Il nuovo bond Carige (Isin  IT0004967698) è stato collocato al prezzo di 99,466 per un rendimento pari al 4% circa e una cedola fissa del 3,875%, pagabile in via posticipata il 24 ottobre di ogni anno a partire dal 2014. La scadenza è stata fissata in data 24 ottobre 2018. Il titolo viene al momento negoziato sul mercato over the counter (Otc) per tagli minimi di 100.000 euro nominali al prezzo di 99,50 circa. Il rating assegnato da Moody’s è Baa, mentre per S&P è B+. Il risultato – commentano gli analisti che hanno seguito l’operazione – dimostra il momento positivo per il mercato dei bond bancari periferici che ha permesso all’istituto genovese di elevare l’ammontare dell’emissione da 500 milioni a 750 milioni di euro dopo richieste per oltre 1,3 miliardi di euro. E questo nonostante il profilo di rischio dell’emittente, alle prese con un difficile piano di rafforzamento patrimoniale da 800 milioni richiesto dalla Banca d’Italia da effettuare entro fine anno, e con un ricambio dei vertici. Il successo dell’operazione ha spinto le quotazioni anche dell’altro bond subordinato Lower Tier 2, Carige 7,321% 2020 (Isin XS0570270370) che è tornato sopra la pari e ora vien scambiato intorno a 103 per un rendimento finale lordo a scadenza del 6,70%. L’emissione è da 200 milioni di euro è può essere negoziata per importi minimi di 50.000 euro nominali.

 

I covered bond cosa sono e come funzionano

 

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Con Covered bond (tradotto “obbligazioni garantite”) ci si riferisce ad un’obbligazione bancaria caratterizzata da un profilo di rischio molto basso e da un’elevata liquidità. Questa tipologia di obbligazioni rappresenta nel nostro Paese una novità piuttosto recente, disciplinata per la prima volta dall’art.7 bis della Legge 30 aprile 1999, n. 130 introdotta dal decreto sulla competitività del maggio 2005. A differenza delle normali cartolarizzazioni i covered bond garantiscono la restituzione di capitale ed interessi grazie al vincolo di una fetta dell’attivo patrimoniale della banca destinato esclusivamente alla remunerazione ed al rimborso del bond.

Utilizzati in 22 paesi europei, in Germania i covered bond sono stati istituiti da oltre 100 anni, mentre in altri, come la Gran Bretagna e l’Olanda si è provveduto solo ultimamente alla preparazione di un testo normativo essendo, fino a tempi recenti, ogni emissione definita sulla base di veri e propri accordi contrattuali. Ai minori rischi tuttavia corrispondono rendimenti più bassi in quanto l’alea connessa all’investimento e più bassa, in altri termini gli obbligazionisti sono disposti a chiedere un rendimento minore rispetto ai titoli obbligazionari non garantiti e questo costituisce un indubbio vantaggio per la banca emittente che riesce a ottenere capitale dovendo supportare costi bassissimi.

 

Garanzie covered bond: cosa c’è da sapere

 

Infine un’ulteriore garanzia è rappresentata dalle Istruzioni della Banca d’Italia, la quale prevede che, durante l’intera durata dell’operazione e con cadenza semestrale: 1) il valore complessivo delle attività cedute sia rimasto alterato e non abbia subito svalutazioni; 2) il valore complessivo degli assets sia almeno pari al valore complessivo delle obbligazioni garantite emesse sul mercato; 3) gli interessi maturati dalle attività cedute costituenti patrimonio separato netto siano sufficienti a coprire gli interessi dovuti dalla banca emittente sui covered bond. [fumettoforumright]Con cadenza annuale, gli organi di amministrazione dovranno poi sottoporre a revisione le totali procedure di controllo e valutazione, al fine di valutarne l’attualità e l’attendibilità. Inoltre l’emittente dovrà nominare un “Asset Monitor”, un organo esterno e indipendente, avente il compito di effettuare una relazione annuale sull’operazione da sottoporsi al vaglio del Collegio Sindacale della società emittente.

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