Capitale in dollari quasi raddoppiato in 12 anni, l’Egitto stuzzica con i nuovi bond

Un successo l'emissione da 5 miliardi di dollari in tre tranche, la più grande di sempre per l'Egitto. La domanda ha superato i 20 miliardi. Ecco i titoli collocati sul mercato.

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Un successo l'emissione da 5 miliardi di dollari in tre tranche, la più grande di sempre per l'Egitto. La domanda ha superato i 20 miliardi. Ecco i titoli collocati sul mercato.

Giovedì scorso, l’Egitto ha emesso obbligazioni di stato per complessivi 5 miliardi di dollari, suddivise in tre tranche. E’ stato il collocamento più grande di sempre nella storia del paese nordafricano. E la domanda ha superato i 20 miliardi, segno che gli investitori hanno recepito molto bene l’offerta, nonostante Il Cairo si trovi ad affrontare un grosso problema di finanza pubblica con l’emergenza Coronavirus. Ha chiesto e ottenuto già 2,77 miliardi dal Fondo Monetario Internazionale, a cui si accingerebbe a richiederne altri 5, mentre si aggiungerebbero 4 miliardi da altre istituzioni internazionali. Il “buco” da colmare, al netto dell’emissione di settimana scorsa, per quest’anno sarebbe ormai di soli 5 miliardi.

Investire in Egitto meglio che in Turchia

Nel dettaglio, il Tesoro egiziano ha emesso bond a 4 anni con cedola 5,75% per 1,25 miliardi, bond a 12 anni con cedola 7,625% per 1,75 miliardi e bond a 30 anni con cedola 8,875% per altri 2 miliardi. I primi due hanno attirato ordini per oltre 6 miliardi ciascuno, il terzo per ben 7,6 miliardi. In effetti, i rendimenti si mostrano assai allettanti, anche per un’economia emergente. Si consideri che il trentennale, ad esempio, offre un premio di circa 750 punti base o 7,50% nei confronti del Treasury di pari durata.

Il titolo a 12 anni vede quasi raddoppiato il capitale investito, calcolando gli interessi lordi corrisposti, mentre quello che scade nel 2050 lo vede più che quadruplicato. Naturale che vi sia stato tanto appetito tra gli investitori, anche se le nuove emissioni sembrano essere andate a parziale discapito di quelle già trattate sul mercato secondario. Ad esempio, il bond 2049 in dollari e cedola 8,70% (ISIN: XS1953057491) ieri rendeva l’8,86%, oltre una dozzina di centesimi in più rispetto alla seduta precedente all’emissione.

Da allora, ha perso circa il 3,5%, mentre negli ultimi tre mesi il bilancio risulta negativo del 15%.

Riforme e geopolitica giocano a favore dell’Egitto

E dire che i rendimenti si mostrano nettamente inferiori a quelli sovrani in lire egiziane. La scadenza decennale offre in quel caso il 14,40%, quella a 5 anni il 13,80% (+800 punti base rispetto alla scadenza in dollari di pari durata). La curva delle scadenze si è spostata verso l’alto quest’anno, anche se per contro il cambio contro il dollaro si è leggermente apprezzato. E non è poco in questa fase di forti turbolenze finanziarie, specie ai danni delle valute emergenti. Il Cairo sta subendo un duro contraccolpo economico dalla pandemia, vedendo crollate le entrate di valuta straniera tramite il turismo, così come dalle rimesse degli emigranti e dai diritti di passaggio per il Canale di Suez.

Le sue riserve valutarie per fine aprile erano scese a 37 miliardi, in forte calo dai 45,5 miliardi di inizio anno. Tuttavia, la collocazione geopolitica dell’Egitto consente al paese di beneficiare delle buone relazioni con l’America. Contrariamente alla Turchia, quindi, il cambio regge alle tensioni e i flussi dei capitali non si stanno interrompendo. Del resto, l’Egitto è stato sottoposto a un piano di assistenza finanziaria dell’FMI sin dalla fine del 2016 e ha perciò varato alcune riforme-chiave per la sua economia, come la liberalizzazione del tasso di cambio (-45%, ma +12% da fine 2018), la lotta all’inflazione (dal 33% al 5-6%) e avviato il risanamento dei conti pubblici (deficit dal 12,5% all’8% del pil).

Bond Egitto: malgrado il Coronavirus, c’è valore nel debito locale e in dollari

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