La caduta dei rendimenti sovrani può essere una buona notizia per l’economia

Treasury a 30 anni sotto il 2% e a 10 anni sotto 1,30%. Il trend è analogo nell'Eurozona. Vediamo cosa succede.

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Rendimenti sovrani in calo

Mentre analisti e investitori da mesi tribolano per il ritorno dell’inflazione, i rendimenti dei bond sovrani sono in calo da settimane. L’altro ieri, il Treasury a 10 anni è sceso a un minimo dell’1,26%, il livello più basso da febbraio. La scadenza a 30 anni negli USA si è portata sotto il 2% e ancora stamattina viaggiava all’1,91%. E dire che l’inflazione a maggio negli USA sia salita al 5%, il dato più alto da 12 anni.

Nell’Eurozona, sta accadendo qualcosa di simile. Il Bund a 10 anni offre -0,31% stamane, ai minimi da aprile. A maggio, era arrivato a rendere il -0,10%. Lo stesso BTp è sceso al -0,75% dal +1,12% a cui era arrivato a maggio. Com’è possibile che i rendimenti scendano e l’inflazione salga? Apparentemente, un controsenso. I mercati dovrebbero pretendere rendimenti più alti (prezzi più bassi) per acquistare obbligazioni.

Le ragioni del calo dei rendimenti

La risposta risiederebbe nella considerazione “temporanea” che gli investitori stanno avendo della reflazione in corso. L’idea che si sono fatti è che i prezzi al consumo stiano salendo nella fase di transizione tra i “lockdown” e le riaperture totali. Tuttavia, notano come i singoli mercati del lavoro siano caratterizzati da un eccesso di offerta, così come le stesse materie prime. In pratica, l’economia globale rimbalzerà quest’anno dopo il tracollo del 2020, ma non darà il via ad alcun boom. Stiamo semplicemente risalendo la china.

Se vogliamo, il calo dei rendimenti di queste settimane è un segnale di pessimismo sullo stato delle economie. Esso ci suggerisce che la domanda continuerebbe a non tenere il passo con l’offerta, ovvero che il rimbalzo del PIL non consentirà nel medio termine il pieno impiego dei fattori produttivi.

Inoltre, le banche centrali si terranno accomodanti anche dopo che saranno stati centrati i rispettivi target d’inflazione. Questi sono stati resi più flessibili, così da non dovere correre ad alzare i tassi d’interesse da qui a breve. E le condizioni monetarie ultra-espansive depongono a favore delle obbligazioni, tenendone alti i prezzi e favorendo il calo dei rendimenti.

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