Buoni fruttiferi postali al 3% per minorenni, ma attenti al giudice

Interessi annuali fino al 3% con i Buoni fruttiferi postali dedicati ai minori di 18 anni, anche se i genitori dovrebbero stare attenti alle condizioni contrattuali e all'eventuale ricorso al giudice per il rimborso.

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Interessi annuali fino al 3% con i Buoni fruttiferi postali dedicati ai minori di 18 anni, anche se i genitori dovrebbero stare attenti alle condizioni contrattuali e all'eventuale ricorso al giudice per il rimborso.

Che i Buoni fruttiferi postali non rendano più nulla, come qualsiasi altro investimento alternativo in prodotti relativamente sicuri, lo sappiamo da un pezzo. E dire che restino persino più generosi dei BTp alle varie scadenze. Eppure, sapete che esiste la possibilità di ottenere ancora oggi fino al 3%? Stupefacente che possa apparire, è così. Parliamo dei Buoni fruttiferi postali dedicati ai minorenni e che, pertanto, vincolano la liquidità fino a un massimo di 18 anni. Ebbene, per questi titoli è riconosciuto un tasso d’interesse annuo crescente all’aumentare del numero di anni del vincolo e, per contro, al diminuire dell’età dell’intestatario, vale a dire il minore di 18 anni.

Funziona così: se intesto un Buono fruttifero postale di 1.000 euro a un neonato, questi riscuoterà il capitale e gli interessi al compimento del 18-esimo anno di età, per cui otterrà il tasso massimo riconosciutogli e che è oggi pari al 3%. La liquidazione alla scadenza sarà di 1.694,07 euro, di cui 694,07 euro sono gli interessi lordi maturati e che al netto dell’imposta del 12,50% scendono a 607,31 euro. Se gli stessi 1.000 euro li intestassi, invece, a un minore di anni 10, poiché al raggiungimento dei 18 anni gli mancherebbero 8 anni, l’interesse scenderebbe al 2% e il montante alla scadenza sarebbe di 1.171,66 euro.

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Parola al giudice per il rimborso anticipato

Conviene, dunque, puntare sui minori in età molto tenera, così da consentire loro un giorno di usufruire di un capitale proporzionalmente rivalutato in misura maggiore. Si tenga conto che un Buono fruttifero postale ordinario oggi offra appena lo 0,90% per il ventesimo anno dall’investimento, mentre per i primi 5 anni bisogna accontentarsi di un misero 0,05%.

Se si punta a risparmiare per il futuro dei figli, quindi, molto meglio intestare loro i buoni, anziché a proprio nome. Ma c’è il rovescio della medaglia. Nel caso di richiesta di rimborso anticipato, ai genitori servirà il permesso del Giudice Tutelare, altrimenti sarà loro negato riscuotere la somma prima che l’intestatario compia 18 anni.

La norma vale per i Bfp emessi successivamente al 28 dicembre 2000, mentre per quelli emessi fino a tale data sarà sufficiente la firma congiunta dei genitori o di chi esercita la patria potestà. In breve, i Buoni fruttiferi postali per minorenni sono un investimento su cui risulta difficile tornare indietro e bisogna mettere in conto che, a fronte dell’incentivo a intestarli a figli molto piccoli, il rischio di doversi privare della liquidità prima dei 18 anni di età resta elevato, data la severità della disciplina in materia. D’altra parte, essi nascono con il preciso scopo di fare un “regalo” ai più piccoli per il loro futuro e non per fare fruttare interessi in favore dei loro genitori.

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