Bund 2050 ai massimi da marzo, guadagna il 9% in meno di due mesi

La corsa degli obbligazionisti verso i "porti sicuri" sostiene i titoli del debito della Germania. La scadenza a 30 anni tocca i massimi da inizio pandemia.

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Bund agosto 2050 e zero coupon

La paura per i nuovi lockdown sta colpendo i mercati finanziari, con cali delle borse europee pronunciati nella seduta odierna. Un po’ tutti i governi stanno imponendo forti restrizioni per frenare la diffusione del Covid e la Francia si avvia a varare il secondo lockdown, mentre la Germania a chiudere bar e ristoranti, misura già in vigore in Italia. Tra gli investitori è di nuovo corsa a ripararsi nei cosiddetti “porti sicuri” alla ricerca di “safe assets”. E così, i rendimenti sovrani della Germania ripiegano ai minimi dal marzo scorso, cioè dagli inizi della pandemia in Europa.

L’estate dello scorso anno, Berlino emise il suo primo Bund a 30 anni senza cedola. L’operazione si rivelò un mezzo flop, a causa della bassissima domanda registrata in asta, inferiore all’importo offerto. Tuttavia, segnò ugualmente una svolta sui mercati, perché ufficializzò la possibilità per il governo tedesco di rifinanziarsi anche nel lunghissimo periodo senza corrispondere un centesimo di interesse agli obbligazionisti. Anzi, a rigore sono questi ultimi a pagare lo stato per il privilegio di prestargli denaro.

Oggi, il Bund agosto 2050 zero coupon (ISIN: DE0001102481) quota sopra 107, offrendo un rendimento lordo annuo del -0,24%. Segna circa il 9% rispetto ai livelli di prezzo di fine agosto. Significa che chi lo acquista non solo non riceverà alcuna cedola nell’arco dei prossimi 30 anni, ma ci rimetterà. Alla scadenza, infatti, gli verrà rimborsato un capitale del 6,8% più basso di quello investito. Immaginate che il tasso d’inflazione nel paese di origine dell’investitore fosse dell’1% medio da qui al 2050: il capitale reale che riceverà nell’agosto del 2050 sarebbe di circa il 37% inferiore.

Perché l’asta Bund a 30 anni senza cedola è stata un flop

Perché investire nel Bund 2050

E allora, perché mai investire in un simile asset? Non sarebbe meglio tenere i soldi sotto il materasso? Per l’investitore individuale, la risposta alla seconda domanda è grosso modo affermativa.

Per gli istituzionali, la musica cambia. Banche, fondi e assicurazioni sono tenuti a detenere in portafoglio titoli di alta qualità per ragioni regolamentari e per esibirli come garanzia nel caso richiedessero prestiti alla BCE. Dunque, in un certo senso sono costretti a comprare Bund anche in perdita.

Altra ragione alla base di un simile investimento sarebbe l’effetto cambio. Fuori dall’Eurozona, in tanti scommettono sull’apprezzamento dell’euro nel medio e lungo periodo. In questo modo, sebbene i rendimenti tedeschi siano negativi, alla scadenza o rivendendo i Bund prima sul mercato tornerebbero in possesso di un capitale rivalutato, una volta convertito nelle loro valute.

Infine, la spinta speculativa. Il Bund 2050 potrebbe essere acquistato per essere rivenduto a prezzi più alti poco dopo. L’apprezzamento sarebbe conseguente all’abbassamento della propensione al rischio, tipico nelle fasi di incertezza e di timore per l’andamento dell’economia. In effetti, il massimo storico venne raggiunto a marzo, in concomitanza con l’imposizione del lockdown in Italia. Allora, il prezzo arrivò a toccare 115,70, con il rendimento alla scadenza ad essere imploso al -0,45%. Chi lo aveva comprato a inizio anno a meno di 90 centesimi, lo avrebbe potuto rivendere con guadagni per quasi il 30% in poco più di due mesi. La conferma che le obbligazioni ormai si comportino come le azioni e vengano sempre più inserite in portafoglio a scopo speculativo. E l’assenza di cedola rende questo titolo così lungo altamente interessante agli occhi della speculazione.

Il Bund 2050 conferma i rischi delle obbligazioni ultra-lunghe

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