Btp stabili e poco richiesti nell’ultima asta del 2012. Raffica di rincari nel 2013

Il Tesoro ha collocato Btp a 5 e 10 anni offrendo tassi pressoché invariati. Gli operatori guardano già al 2013 preoccupati per l’aumento delle tasse e per la ripresa economica che non si vede

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Il Tesoro ha collocato Btp a 5 e 10 anni offrendo tassi pressoché invariati. Gli operatori guardano già al 2013 preoccupati per l’aumento delle tasse e per la ripresa economica che non si vede

Con l’assegnazione di 5,8 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni, si è chiuso il calendario delle emissioni del Tesoro per il 2012. Gli operatori, in un clima di scambi semideserto, non sono riusciti a coprire per intero l’offerta (6 miliardi) del Ministero dell’Economia e delle Finanze offrendo poco entusiasmo come si era già visto nelle prime battute della seduta odierna, con il differenziale di rendimento tra decennali italiani e tedeschi che si era allargato a 326 punti base dai 321 della chiusura di ieri. L’attesa era per un’asta con rendimenti stabili o in leggero calo e così è stato alla fine. La quinta tranche del Btp 3.5% novembre 2017 (ISIN IT000486707) per un ammontare di 2,87 miliardi di euro è stata assegnato al tasso medio lordo del 3,23%, in leggero decremento rispetto alla precedente emissione (3,26%). Stabili anche i tassi del Btp 5.5% novembre 2022 (ISIN IT0004848831) che hanno visto il Tesoro assegnare un rendimento del 4,48% sulla nona tranche da 2 miliardi di euro (4,45% l’emissione precedente). L’atteggiamento degli investitori verso l’Italia sembra quindi di trepida attesa in vista delle prossime elezioni politiche e, da quanto emerso in queste ultime aste di titoli di stato di fine anno – commentano dalla sala operativa di Unicredit – già si capisce quali saranno le aspettative degli investitori per il 2013.

 

Il governo Monti ha ammazzato l’economia dell’Italia, in arrivo nuovi salassi

 

A dominare la scena saranno ancora una volta le scelte di politica monetaria e fiscale a sostegno del debito pubblico italiano in un quadro non certo rasserenato dall’ulteriore aumento delle tariffe e delle tasse nel 2013. Il governo Monti – sostiene l’Adusberf – ha ammazzato l’economia italiana, come si è potuto constatare dal crollo dei consumi nel periodo natalizio, e la ripresa economica arriverà forse alla fine del 2013, come dice Bankitalia.

Secondo Adusbef e Federconsumatori, è in arrivo per il 2013 un’altra stangata da quasi 1.500 euro a famiglia fra aumenti dei prezzi di alimentari, biglietti dei treni, rc auto, bollette, bolli e servizi postali e bancari, pedaggi, tariffa rifiuti e ricadute dell’Imu. Aumenti ”insostenibili’. Un vero e proprio balzo, stimano le associazioni dei consumatori, sarà quello della tariffa rifiuti che aumenterà da aprile dell’anno prossimo del 25%, pari a 64 euro in più a famiglia. A salire saranno però anche i prezzi degli alimentari (+5%, 299 euro in più legati all’incremento dei prezzi internazionali delle derrate), l’assicurazione auto (+5%, 61 euro in piu’), le tariffe professionali e artigianali (114 euro in più), le tariffe aeroportuali (dopo il rinnovo dei contratti di programma di Sea a Milano e Adr a Roma) oltre alle bollette di luce e gas, anche se in modo più contenuto rispetto al 2012, e dell’acqua, la cui tariffa sarà presto aggiornata dall’Autorità per l’energia (Stangata 2013: aumenti di 1490 euro a famiglia).

Piccolo rincaro infine (1,5 euro in più) anche per il canone Rai, a cui si aggiungono però anche gli aumenti di bancoposta, francobolli e raccomandate (Canone Rai 2013 aumentato di 1,50 euro).

 

Per combattere il carovita, arrivano gli ipermercati cinesi

 

A fronte del calo marcato dei consumi e dell’aumento vertiginoso della pressione fiscale, stanno per arrivare in Italia gli ipermercati cinesi. Gli unici a poter sostenere il peso del fisco mantenendo prezzi stabili sui prodotti di largo consumo sembrano infatti essere loro. I cinesi si stanno infatti organizzando per ottenere i permessi necessari per potere sbarcare in grande stile in un settore finora appannaggio di francesi e italiani attaccando le coop e le grandi multinazionali europee con gli stessi prodotti di largo consumo, ma a prezzi nettamente inferiori. In questo senso, i cinesi non copiano né fanno operazioni poco trasparenti, ma semplicemente si presentano con un proprio marchio, Yi-Gou, che distribuisce anche prodotti di alta qualità e di marca.

Il segreto del successo, come per tutte le attività commerciali cinesi presenti in Europa sta tutto nel basso costo della manodopera.

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