BTP quinquennali collocati al 5,3%, cala il rendimento

Il Tesoro ha collocato 3,5 miliardi di buoni poliennali a un tasso leggermente inferiore a quello del mese scorso. La Bce continua a sostenere il debito pubblico italiano, mentre la Germania fatica a collocare i propri titoli statali perché rendono meno dell’inflazione

di , pubblicato il
Il Tesoro ha collocato 3,5 miliardi di buoni poliennali a un tasso leggermente inferiore a quello del mese scorso. La Bce continua a sostenere il debito pubblico italiano, mentre la Germania fatica a collocare i propri titoli statali perché rendono meno dell’inflazione


C’era molta attesa per l’asta dei nuovi Btp a 5  anni del Tesoro, quelli più bastonati dalle vendite durante il periodo estivo, nonché vero e proprio termometro indicatore dello stato di salute del debito pubblico italiano. Soprattutto all’indomani dello stallo politico che si è venuto a creare in Parlamento e del declassamento dell’Italia da parte delle agenzie di rating.

Aste Btp: nessun effetto downgrade rating Italia – Ricordiamo che Standard & Poor’s ha portato il rating dell’Italia da A+ ad A, Fitch da AA ad A+, mentre Moody’s ha abbassato il merito creditizio di tre gradini da Aa2 ad A2. Ebbene, nonostante le difficoltà del momento, il Ministero dell’Economia è riuscito a collocare 3,5 miliardi di Btp scadenza 2016 al tasso medio di 5,32%, scendendo dal 5,60% fatto registrare solo un mese fa e con richieste superiori ai 3,5 miliardi offerti al mercato. Questo nei numeri. In realtà, però, gli operatori sostengono che la Bce continui a calmierare il mercato intervenendo con massicci acquisti di titoli italiani sul mercato secondario allo scopo di ridurre gradualmente lo spread col bund tedesco che prima dell’asta aveva superato i 360 punti base. In pratica – spiega un analista – la banca centrale europea sosterrebbe il mercato italiano prima delle rispettive aste del Tesoro per alleggerire le tensioni speculative subito dopo i collocamenti. Un’operatività che si concentra in particolar modo sulle scadenze corte e medie che rappresentano solitamente il maggior ammontare offerto in asta.

Rendimento Btp a 10 anni in aumento – Sulla base dei dati forniti dalla Banca d’Italia si è appreso, infatti, che nell’asta odierna il BTP con scadenza a 10 anni è stato collocato con un rendimento annuo lordo pari al 5,77%, più alto rispetto a quello offerto nell’asta precedente, il che spiegherebbe la tesi della Bce.

Sempre dalla banca d’Italia giungono preoccupazioni, già espresse pubblicamente dal governatore Mario Draghi, circa la sostenibilità del debito pubblico con la manovra economica estiva se i tassi d’interesse dovessero rimanere così alti ancora per lungo tempo. C’è il rischio – precisa il governatore – che per il 2012 non si riesca a sostenere il rinnovo dei quasi 250 miliardi di euro in scadenza fra Btp, Cct, Bot, ecc. (vedi tabella sotto)

POCO RICHIESTO IL BUND TEDESCO A 30 ANNI 
Asta titoli di stato tedeschi: esito inferiore alle attese – Anche la granitica Germania, però, sembra avere le sue gatte da pelare. Nell’asta di ieri la richiesta di titoli di stato tedeschi (bund) trentennali è stata inferiore alle attese. E’ infatti stato piazzato un quantitativo inferiore alla richiesta di 1,7 miliardi a un rendimento del 2,28% lordo. E le ragioni sono ben note: i rendimenti dei titoli di stato tedeschi che godono di un rating inossidabile AAA non coprono nemmeno l’inflazione per cui si rischia di perderci anche dei soldi. A tanto è arrivata la paura degli investitori che alcuni preferiscono sopportare addirittura un piccola erosione in conto capitale piuttosto che rischiare su altri paesi dall’area euro. E’ ovvio che si tratta di una visione distorta del mercato – commenta un operatore di UBS – ma va tuttavia tenuto conto che la Germania è costretta a rifinanziarsi sui mercati come tutti gli altri stati europei e se non riesce a collocare i propri titoli, è il sistema bancario che dovrà assorbire l’eccesso di offerta drenando liquidità.

 

 

Argomenti: ,