I Btp prezzano già una vittoria del “no” al referendum

Il rendimento al 2% del Btp a 10 anni indica già un risultato negativo al referendum. Spread in allargamento anche coi titoli spagnoli

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il rendimento al 2% del Btp a 10 anni indica già un risultato negativo al referendum. Spread in allargamento anche coi titoli spagnoli

Tira aria pesante sul mercato obbligazionario italiano. Il rendimento del Btp a 10 anni resta sopra il 2% e il differenziale di rendimento tra Btp e Bund (spread) sul tratto decennale resta sopra 173 punti dopo aver toccato a inizio stetimana quota 180.

Cosa succede? I rendimenti dei titoli di stato italiani stanno largamente prezzando una vittoria del “no” al referendum costituzionale di dicembre, ma non altri fattori legati all’esito del voto, come il rischio di dimissioni del premier Matteo Renzi o addirittura di nuove elezioni, sostengono gli analisti di Société Generale. In generale, la vittoria di Trump negli USA ha causato uno scossone generale sui mercati obbligazionari di tutto il mondo, parzialmente rientrato sui mercati americani e giapponese, dove i rendimenti dei titoli di stato scontano già un rialzo dei tassi Fed a dicembre. Anche il Bund a 10 anni, pur tornando positivo di rendimento, si è assestato, mentre i Btp sembrano più in sofferenza del resto dell’Eurozona come dimostrato anche dallo spread creatosi coi Bonos spagnoli e che vale circa 120 bp. Quindi, in questo momento sui Btp, il problema – osservano gli esperti – è tutto italiano.

Attesi i verbali della Bce e indicazioni sul quantitative easing

A pesare sull’andamento generale dei rendimenti dei titoli di stato sono però anche le attese di un possibile rallentamento del quantitative easing da parte della Bce il prossimo anno. Maggiori indicazioni in tal senso arriveranno oggi dalle minute della riunione della Bce del 20 ottobre, con cui il board ha mantenuto i tassi invariati a zero, livello minimo di sempre in vigore da marzo, rimandando al consiglio di dicembre eventuali rimodulazioni del programma di acquisto asset. Già con l’annuncio della conferma dei tassi, il comunicato della banca centrale recitava che il Qe è destinato a proseguire al ritmo attuale (80 miliardi di euro al mese) per lo meno fino alla scadenza di marzo 2017. I verbali della riunione potrebbero fornire qualche indizio su cosa accadrà dopo.

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Argomenti: Btp