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Btp sotto pressione, continua allargamento spread

Investitori e traders attendono di conoscere gli esiti del simposio di Jackson Hole. Intanto Berlusconi parla di doppia moneta per l’eurozona

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Investitori e traders attendono di conoscere gli esiti del simposio di Jackson Hole. Intanto Berlusconi parla di doppia moneta per l’eurozona

I Btp sono stati sotto pressione negli ultimi giorni, con gli investitori che si concentrano sulle questioni politiche e sulle decisioni delle Banche centrali. Attualmente, lo spread Btp/Bund tratta a 174 punti base, in rialzo dall’apertura a 173 pb. “Man mano che continua il trading di questi titoli, non è sorprendente vedere ulteriore debolezza del titolo italiano“, osservano alcuni gli analisti.

 

I commenti di Silvio Berlusconi, poi, riguardo l’idea di una valuta parallela hanno contribuito a spingere ulteriormente al rialzo lo spread con i Bund. Tuttavia, in assenza di notizie che possano giustificare un ulteriore allargamento, il differenziale potrebbe ridursi presto, dichiarano gli analisti di Societe Generale.

 

Jackson Hole potrebbe riservare qualche sorpresa

 

Si apre oggi il meeting dei banchieri centrali a Jackson Hole, in Wyoming. “Anche se nessuno si aspetta alcun commento sostanziale da parte del presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, nè dal numero uno della Banca centrale europea, Mario Draghi, vale la pena stare a vedere: Jackson Hole riserva sempre qualche sorpresa”. Lo affermano gli analisti di Lbbw, puntualizzando che Draghi potrebbe comunque astenersi dal dare indicazioni sulla tempistica dell’uscita dall’accomodamento monetario durante il suo discorso al meeting dei banchieri centrali. “I mercati sperano in un cambiamento del sentiment che ci possa portare fuori dal recente stato di risk-off“, dichiara Michala Marcussen, global head of economics di Societe Generale, anche se l’esperta non ritiene che dalla conferenza dei banchieri arriverá un segnale del genere. Intanto, sui mercati continua a pesare l’incertezza politica negli Stati Uniti e l’andamento incerto del dollaro nel cambio contro lo yen.

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