Btp potrebbero calmarsi ma rischio resta

Lo spread Btp/Bund tratta a 180 bp, ma i Cds sull'Italia sono in crescita e destano preoccupazione fra gli investitori

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Lo spread Btp/Bund tratta a 180 bp, ma i Cds sull'Italia sono in crescita e destano preoccupazione fra gli investitori

Eventuali parole rassicuranti da parte del presidente della Repubblica o dal premier designato potrebbero contribuire a riportare la calma sull’obbligazionario italiano, innescando una discesa dei rendimenti e una contrazione dello spread. Lo afferma Daniel Lenz, analista di DZ Bank, puntualizzando però che ciò “non porrebbe fine al rischio derivante dai Btp“. Infatti, secondo l’esperto, una volta che il nuovo Governo inizierà ad attuare il suo programma, anche solo in parte, i premi per il rischio torneranno a salire e raggiungeranno livelli anche più alti di quelli attuali.

Lo spread Btp/Bund è tornato sotto 180 punti base e tratta ora a 178,078 pb rispetto ai 186,581 pb della chiusura di ieri. Le pressioni sull’obbligazionario italiano restano però alte. I bond governativi stanno recuperando parte delle perdite di ieri ma, segnalano gli analisti di Brown Brothers Harriman, i prezzi dei credit default swaps (Cds) a cinque anni sull’Italia sono in aumento, un segnale “che gli investitori restano preoccupati dal contratto di Governo e dalle ipotesi di deficit che comporta”. I Cds sono strumenti derivati utilizzati dagli investitori per proteggersi contro un possibile default di societá o Stati. “Il mercato sembra preoccupato tanto dai piani quanto dalle motivazione che sono alle loro spalle”, indicano da BHH, precisando come “se una modifica ai piani sul bilancio potrebbe rassicurare il presidente Sergio Mattarella, servirá per altro per tranquillizzare gli investitori, che temono una crisi sul tipo di quella greca”, o anche peggiore se “commisurata alle dimensione dell’economia italiana”.

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Argomenti: Btp

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