BTp marzo 2035 (IT0005358806), ecco i risultati dell’investimento alla scadenza

Ecco perché il BTp marzo 2035 si rivela interessante per le famiglie italiane e quali risultati, al netto delle imposte, esita alla scadenza.

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Ecco perché il BTp marzo 2035 si rivela interessante per le famiglie italiane e quali risultati, al netto delle imposte, esita alla scadenza.

Ieri, il Tesoro ha collocato titoli a medio-lungo termine, tra cui il BTp con scadenza marzo 2035 (ISIN: IT0005358806). Per quest’ultimo si è trattato della quarta tranche ed è stato collocato sul mercato per 1,5 miliardi di euro, il massimo della forchetta 1-1,5 miliardi annunciata prima dell’asta. La domanda è stata pari a 2,34 miliardi, pari a un rapporto di copertura di 1,56. Poiché il bond ha esitato un prezzo di 106,56, il rendimento medio lordo è stato fissato al 2,87%. Ad oggi, per questa scadenza circolano titoli per un controvalore complessivo di 13,3 miliardi, per cui possiamo considerare il bond relativamente liquido.

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La cedola è del 3,35% e questo avrà allettato non poco gli investitori, specie stranieri, ormai disabituati a tassi cedolari e a rendimenti significativi, tenendo presente che sul mercato obbligazionario mondiale circolino ormai bond per 12.000 miliardi di dollari con rendimenti negativi, quasi un quinto del totale e a un soffio dal record toccato tre anni fa.

Analizziamo, a questo punto, l’investimento in BTp marzo 2035. Ai prezzi dati, se impiegassimo 100.000 euro, acquisteremmo titoli per un controvalore nominale di 93.844 euro. Dunque, la cedola del 3,35% va rapportata non al valore dell’investimento, quanto a quello dei titoli effettivamente acquistati. Nel caso specifico, i flussi cedolari annui sarebbero pari a 3.140 euro (3,35% su 93.844 euro). Poiché il pagamento avviene in due cedole semestrali dell’1,675%, per quanto spiegato, a settembre, data del prossimo godimento, incasseremmo 1.572 euro. E così ogni sei mesi, fino alla scadenza del marzo 2035.

I risultati del BTp alla scadenza

In tutto, saranno 32 le cedole che riscuoteremmo per un controvalore di circa 50.304 euro. Alla scadenza, tra circa 16 anni, il capitale che ci verrebbe rimborsato sarebbe il 100% del valore nominale indicato sui titoli acquistati, cioè i suddetti 93.844 euro (in realtà, il taglio minimo è di 1.000 euro, ma qui stiamo prescindendo dal dato per semplicità di calcolo).

Dunque, in quella data potremmo dire di avere portato a casa dall’investimento, tra cedole e capitale, qualcosa come circa 144.150 euro. Considerando che avevamo impiegato risorse per 100.000 euro, il guadagno dell’operazione risulterà pari a 44.150 euro, cioè al 44%.

Trattasi di lordo, perché su ogni cedola incassata, dovremmo pagare l’imposta del 12,50% al fisco italiano, per cui l’incasso netto dal monte-cedole sarebbe di 43.960 euro. Quanto al capitale incassato alla scadenza, risultando inferiore ai 100.000 investiti, il fisco ci riconoscerà un credito d’imposta del 12,50% sulla differenza negativa, cioè 770 euro da poter compensare con eventuali plusvalenze maturate entro i 5 anni successivi. Immaginando che la compensazione sia certa, avremmo incassato cedole nette per 43.960 euro, riscosso 93.844 euro di capitale e impiegato 770 euro per ridurre il carico fiscale su altri proventi di natura finanziaria. Il risultato netto dell’investimento sarà stato di 38.574 euro, il 38,5%, pari a un rendimento medio annuo composito del 2,1%. Parliamo di una percentuale di poco superiore al target d’inflazione della BCE per l’Eurozona.

Senza la compensazione dei 770 euro con plusvalenze maturate su altri redditi finanziari, il rendimento medio annuo netto scenderebbe in misura impercettibile, per cui essa non farebbe la differenza. Oggi come oggi, poter contare su un investimento a lunga scadenza con rendimenti netti reali positivi corrisponde al miraggio di un’oasi nel deserto, ragione per cui, data la natura “risk free” del BTp, il suo acquisto appare consigliabile alle famiglie cassettiste, nonché a quante scommettano su un rialzo dei prezzi e vogliano rivenderlo prima della scadenza, magari già tra qualche mese o anno.

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