Btp Italia, scontro con Ue affossa l’emissione

Fra le cause del flop del Btp Italia ci sono anche le caratteristiche tecniche dell'emissione con una cedola troppo bassa

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Fra le cause del flop del Btp Italia ci sono anche le caratteristiche tecniche dell'emissione con una cedola troppo bassa

La freddezza nei confronti del Btp Italia al 2022 non è stata registrata solo da parte degli investitori retail, ma anche da parte degli istituzionali. I collocamenti oggi sono stati di 1,301 mld euro, che si vanno ad aggiungere agli 863 mln raccolti dai risparmiatori privati nei giorni scorsi. Nel frattempo, tuttavia, lo spread Btp/Bund resta in lieve contrazione a 306,594 punti base.

Il totale della raccolta dell’intera emissione di Btp Italia si attesta a 2,164 mld euro. E’ “un totale che salva un pò la faccia”, commenta un broker di un’istituto italiano a MF-Dow Jones, secondo cui “nella prima ora la domanda era stata veramente deludente, appena 116 mln, e si è ripresa nel finale”. Tuttavia, secondo l’esperto, “su questo titolo a dare il riscontro è la domanda degli investitori privati, molto debole”. Infatti, specifica il broker, la peggiore emissione di Btp Italia in termini di domanda nel giugno 2012 all’apice della crisi greca, “aveva sì raccolto 1,7 mld complessivi, ma quasi un miliardo era arrivato dal retail”. Uno strategist ha commentato questo risultato rimarcando come “l’atteggiamento prudente adottato dai risparmiatori durante gli scorsi giorni sembra sia stato condiviso dai clienti istituzionali che, a causa dei timori sui rapporti futuri tra Roma e Bruxelles, hanno ridotto i propri investimenti”.

Cause del flop del Btp Italia

Tra le cause della deludente domanda sul Btp Italia 2022, che ha raccolto solo 1,301 mld euro di sottoscrizioni tra gli investitori istituzionali, ci sono anche, secondo un broker, anche le “caratteristiche tecniche dell’emissione”. Il collocamento di questa settimana, il 14esimo della storia, “con una cedola dell’1,45% era decisamente poco appetibile, in particolare in confronti a titoli a cedola fissa a 5 anni che offrono un rendimento del 2,65%”. Questo in particolare perchè le “prospettive di inflazione nei prossimi anni non sono certo entusiasmanti” e quindi “difficilmente l’indicizzazione del titolo ripagherá gli investitori”.

Nonostante questa delusione, “lo spread rimane stabile sopra i 300 pb”, ha evidenziato un analista di Ig, “ma assistiamo a un miglioramento della carta italiana”. Questo dato sottolinea un riposizionamento modesto degli operatori sui mercati, che rimangono però in attesa degli sviluppi nei rapporti tra Roma e Bruxelles per esporsi maggiormente. Infatti, prosegue l’esperto, “ci sono aspettative sul colloquio di sabato tra Conte, presidente del Consiglio italiano, e Juncker, presidente della Commissione Europea”. Fino a quel momento “prevediamo che tutte le sedute adotteranno un atteggiamento attendista”, in quanto la situazione rimane molto delicata.

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Argomenti: BTP Italia