Btp Italia, record di richieste, ma a caro prezzo

Raccolti oltre 18 miliardi nella terza edizione dei titoli di stato indicizzati all’inflazione italiana. Un successo insperato o rischio di aumento del debito pubblico statale?

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Raccolti oltre 18 miliardi nella terza edizione dei titoli di stato indicizzati all’inflazione italiana. Un successo insperato o rischio di aumento del debito pubblico statale?

Tutti sui Btp Italia ottobre 2012. L’ultima giornata di collocamento online dei titoli di stato quadriennali indicizzati all’inflazione italiana si è conclusa con un boom di sottoscrizioni pari a circa 8 miliardi di euro (più di quanto fatto in tutta la seconda edizione ) che sommati ai 10 miliardi raccolti nei tre giorni precedenti porta a un totale di 18,017 miliardi di euro raccolti da parte del Tesoro.

 

Rendimento Btp Italia: le comunicazioni del Mef

Il tasso cedolare definitivo del Btp Italia è stato fissato al 2,55%, in linea con il minimo garantito, come fa sapere il ministero dell’Economia che ricorda anche che il titolo, a quattro anni indicizzato all’indice FOI (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) al netto dei tabacchi, paga la cedola ogni sei mesi e ha godimento 22 ottobre 2012 e scadenza 22 ottobre 2016. Un successo inaspettato per questa ultima emissione dell’anno per il Btp Italia – commenta Maria Cannata, direttore per il debito pubblico italiano presso il Mef – che sta a indicare il ritrovamento della fiducia verso l’Italia da parte degli investitori stranieri, segno che siamo sulla strada giusta del risanamento dei conti e le prossime aste di titoli di stato in programma dal Tesoro da qui a fine anno potranno essere condotte con più tranquillità.

 

Btp Italia a sconto, il sistema di assegnazione senza asta non va bene

 

Se è vero che ogni medaglia ha il suo rovescio, il successo del Btp Italia maschera in verità l’insuccesso di un’operazione targata Tesoro Italiano. Da un’attenta analisi dei dati, si può notare che il collocamento del BTP Italia costerà troppo caro alle finanze statali, poiché, considerate le sue caratteristiche tecniche, andrà a corrispondere agli investitori un tasso d’interesse più alto rispetto al benchmark di mercato, cioè al punto di riferimento rappresentato in questo caso dal titolo di stato più similare che è il Btpi Settembre 2016. Quest’ultimo, durante il periodo di collocamento del Btp Italia, veniva  scambiato alla pari offrendo un rendimento a scadenza del 2,1% lordo, mentre il BTP Italia, per lo stesso prezzo di negoziazione, offre adesso una cedola minima del 2,55%, quindi lo 0,45% in più. Vero che non si tratta di titoli identici, ma la differenza appare esagerata. Una delle ragioni di questa anomalia è dovuta, non tanto alla generosità del Ministero dell’Economia nell’attirare capitali, ma piuttosto alla sua ingenuità che ha fatto sì che il BTP Italia, per sua natura, venga collocato senza il meccanismo dell’asta (quindi al prezzo di 100 fisso ) e senza quantitativo limite di assegnazione. Un grave errore di impostazione, secondo gli analisti di Deutsche Bank, perché tende a non rispecchiare fedelmente quelli che sono i reali rendimenti del mercato col rischio di dover pagare eccessivamente il funding. Su 18 miliardi di euro raccolti dal Tesoro, si va così incontro a una spesa per interessi di circa 700 milioni in più, senza calcolare gli altri fattori premianti.

 

Btp Italia e rischio aumento del debito pubblico italiano

E’ ovvio e non deve sorprendere quindi che, considerato il recente restringimento dei tassi sulla parte media e breve della curva, tutti gli investitori si siano buttati a pesce per comprare titoli di stato “a sconto”. A conti fatti, considerando anche il premio fedeltà dello 0,4% a scadenza, lo Stato andrà a pagare più del dovuto il finanziamento del proprio debito pubblico. Quindi l’operazione, se da un lato è stata salutata come un successo da parte del Ministro delle Finanze e da gran parte della stampa, dall’altro comporterà una maggiore spesa per interessi e un aumento dello stock di debito pubblico. Cioè si sta andando nella direzione opposta a quella richiesta dall’Europa e dalle autorità monetarie. Viene quindi spontaneo domandarsi se era proprio necessario riproporre la campagna per il BTP Italia in un momento come questo.

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Argomenti: Titoli di Stato Italiani, Btp, BTP Italia

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