BTP Italia, collocamento al via. Vantaggi e svantaggi dell’investimento

Fissato a 1,65% il tasso annuo minimo garantito per la nuova emissione del titolo di stato più amato dagli italiani. Scadenza 23 aprile 2020. Tutti i dettagli nella scheda tecnica (IT0005012783)

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Fissato a 1,65% il tasso annuo minimo garantito per la nuova emissione del titolo di stato più amato dagli italiani. Scadenza 23 aprile 2020. Tutti i dettagli nella scheda tecnica  (IT0005012783)

Nuovo BTP Italia ai nastri di partenza. Inizierà infatti lunedì 14 aprile la sesta emissione del BTP Italia, la prima di questo 2014, dopo il successo registrato dai precedenti collocamenti. Il nuovo titolo di stato, legato all’inflazione italiana, rispetto alle precedenti emissioni avrà questa volta una durata più lunga dei soliti quattro anni: durerà sei anni, per garantire un rendimento maggiore visto che lo spread btp-bund e tassi e rendimenti dei titoli di Stato sono in forte calo. La novità è stata introdotta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) proprio per rendere attraente il nuovo strumento finanziario che, altrimenti, rischierebbe un flop su una scadenza più breve, considerato anche il continuo calo dell’inflazione in Italia (0,4% a marzo). Le innovazioni introdotte sono, quindi, in linea con quanto già annunciato nelle Linee Guida della Gestione del Debito Pubblico 2014, con l’obiettivo, da un lato, di mantenere la certezza della piena allocazione ai risparmiatori individuali, che continuano a manifestare un interesse considerevole nei confronti del titolo, e dall’altro di consentire al MEF di perseguire in modo ancora più efficiente gli obiettivi di gestione del debito pubblico, in particolare con riferimento alla modulazione delle scadenze dei titoli per i prossimi anni.

 

Tutte le caratteristiche del BTP Italia 23 Aprile 2020

 

btp

Nella sesta emissione del BTP Italia (godimento 23 aprile 2014 e scadenza 23 aprile 2020, codice Isin IT0005012783) il tasso cedolare (reale) annuo minimo garantito sarà pari all’1,65%. Lo ha annunciato il Ministero dell’Economia e delle Finanze in una nota. Il tasso definitivo sarà fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini e non potrà essere inferiore a quello garantito. L’emissione partirà lunedì per concludersi, salvo chiusura anticipata, il 16 aprile. Per gli investitori istituzionali è stata invece riservata una finestra temporale più breve, il 17 aprile. La raccolta degli ordini avverrà per via telematica sul circuito MOT di Borsa Italiana con taglio minimo di 1.000 euro e multipli analoghi. Il titolo è indicizzato all’inflazione italiana (FOI – Tabacchi) e corrisponderà una cedola semestrale indicizzata il cui tasso verrà fissato al termine della raccolta ordini (17 aprile) che non potrà essere inferiore al tasso cedolare reale (1,65%). Nessuna commissione è prevista per chi sottoscrive il BTP Italia durante il periodo di offerta, mentre a chi lo porterà regolarmente a scadenza (senza venderlo prima) verrà riconosciuto un premio del 4 per mille sul capitale investito (bonus fedeltà). Il regime fiscale applicato sarà del 12,50%, come per tutti i titoli di stato.

 

Vantaggi dell’investimento in BTP Italia

 

inflazione

I vantaggi dell’investimento in BTP Italia, in rapporto ad altri titoli di stato, non sono pochi, come dimostrato anche dai successi delle precedenti emissioni. Il BTP Italia è infatti il primo innovativo prodotto di breve durata ad avere le cedole indicizzate all’inflazione italiana (i BTP indicizzati normalmente hanno durate medie superiori, fino a 30 anni). Anche se l’emissione a 6 anni rappresenta un passo avanti rispetto ai precedenti collocamenti di durata quadriennale. Il BTP Italia è inoltre il primo titolo di Stato italiano ad essere sottoscrivibile attraverso i consueti servizi di home banking dai piccoli risparmiatori: in questo modo il mercato retail può accedere al prodotto bypassando l’intermediazione bancaria finora necessaria per accedere alle aste dei titoli di Stato. La grande richiesta di BTP Italia si deve probabilmente non tanto al buon tasso reale di rendimento, quanto dalla garanzia offerta dallo Stato di vedere il proprio denaro protetto dall’erosione del valore d’acquisto da parte dell’inflazione. Questo titolo infatti prevede che per determinare il tasso di interesse nominale, al tasso di rendimento reale si sommi il tasso di inflazione calcolato sulla base dell’andamento dell’indice Foi (senza tabacchi). L’appeal del titolo è infine stato influenzato positivamente dall’ulteriore garanzia di protezione del valore nominale del capitale in caso di deflazione, ossia di decrescita del livello dei prezzi (in tal caso il titolo farebbe scattare un meccanismo di protezione tale per cui il tasso base del 1,65% non verrebbe eroso) e dall’offerta di un premio fedeltà dello 0,4% a chi mantiene il titolo fino alla scadenza (23 aprile 2020).

 

Svantaggi dell’investimento in BTP Italia

 

bond

Posto che per ottenere rendimenti superiori bisogna rischiare di più, le alternative al BTP Italia non sono molte. I conti depositi delle banche a volte sono in grado di offrire interessi maggiori, ma vi sono spesso dei vincoli temporali da rispettare. Ovviamente, se per l’investitore questo non rappresenta un problema, i conti deposito, anch’essi sottoscrivibili online, sono a volte più remunerativi. Resta poi da considerare l’aspetto fiscale che, in un contesto di rendimenti molto bassi, ha il suo peso. Ipotizzando che il rendimento del BTP Italia 2020 sarà del 2% all’anno, per semplicità, se si considera  che il fisco si mangia il 12,50% delle cedole maturate, lo 0,02% di imposte annuali per mantenere il BTP in deposito e che le banche, dal canto loro, applicano spesso commissioni sulla custodia e la gestione del deposito titoli, resta ben poco all’investitore. Ecco quindi che il premio fedeltà è stato introdotto proprio per compensare la tagliola fiscale. [fumettoforumright]Ma attenzione: finché si trattava di attendere 4 anni ci poteva anche stare. Ora però i tempi si allungano e nel frattempo il fisco si prende i soldi. Così – osservano gli esperti – il premio fedeltà sarebbe quantomeno dovuto crescere al 6 per mille per incentivare di più i risparmiatori. Certo, tutto sommato, questo BTP Italia a 6 anni è meglio di niente. Ma le alternative non mancano e un po’ di rischio in più potrebbe non guastare, soprattutto se si va a investire in obbligazioni o fondi obbligazionari che operano su mercati esteri più promettenti dal punto di vista dei rendimenti.

 

Scheda BTP Italia

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Ratings, Titoli di Stato Italiani, Btp, BTP Italia