BTP Italia, adesioni scarse, rischio flop

Fine della corsa anche per il nuovo strumento finanziario tanto amato dagli italiani. Le sottoscrizioni rischiano di non raggiungere i 10 miliardi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Fine della corsa anche per il nuovo strumento finanziario tanto amato dagli italiani. Le sottoscrizioni rischiano di non raggiungere i 10 miliardi

Questa volta il collocamento del BTP Italia rischia di non fare il tutto esaurito. Al momento sul MOT (mercato telematico obbligazionario) si sono registrate domande per un ammontare di 2,5 miliardi di euro. Considerato che il primo giorno dovrebbe essere quello del boom, se andiamo avanti così  il Tesoro ndr farà fatica a raggiungere i 13 miliardi di euro necessari per raggiungere la soglia dei 13 miliardi e quindi a superare i 100 miliardi complessivi di titoli collocati da due anni a questa parte. Secondo gli analisti, per ora il collocamento è riservato agli investitori retail, i più piccoli, che notoriamente non muovo grosse cifre, tuttavia il periodo di collocamento a loro riservato scadrà il 22 ottobre e non si ravvisa la corsa alla sottoscrizione. Per quanto riguarda gli investitori istituzionali, invece, va osservato che il 23 ottobre, data a loro riservata, il collocamento prevede il meccanismo del riparto. Quindi, il rischio che la raccolta non superi i 10 miliardi è concreto.   Il recente crollo dei mercati pesa sulla fiducia dei risparmiatori     [fumettoforumright]Secondo gli esperti, la colpa sarebbe da imputare ai bassi tassi d’interesse offerti. Tra tutte le emissioni questa è la più penalizzata perché è cambiata l’ottica degli operatori rispetto al primo lancio nel 2012. Allora i tassi erano più alti, ma eravamo in una fase di miglioramento, con la Bce che aveva appena annunciato nuove misure e l’euro in fase di rimbalzo. Ora i tassi sono più bassi ma ci sono molte incertezze, l’Eurotower non riesce a risollevare l’economia dell’Eurozona, ci sono dubbi sul QE e l’esito imminente degli stress test toglie un po’ di attenzione. In termini di rendimento, le condizioni sono più vantaggiose, ma sembra esserci un po’ più di sfiducia rispetto al passato. A contribuire alla bassa raccolta di ordini è quindi il sentiment di fondo negativo che non invoglia i risparmiatori a investire. C’è molta liquidità in giro – osservano gli analisti di Unicredit – ma con tutta la turbolenza e il rincorrersi di notizie negative che affliggono l’economia, i risparmiatori preferiscono restare liquidi. Del resto, il clima è cambiato da agosto a questa parte e il terremoto borsistico delle ultime settimane ha allontanato gli investitori dai collocamenti.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Titoli di Stato Italiani, BTP Italia

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