BTP Italia 2024, pregi e difetti della nona edizione

Il rendimento è basso ma – secondo Maria Cannata – il BTP Italia ha grossi punti di forza in caso di deflazione

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il rendimento è basso ma – secondo Maria Cannata – il BTP Italia ha grossi punti di forza in caso di deflazione

La raccolta ordini del nuovo BTP Italia 2024 (IT0005174898) non sta andando benissimo. Lo constatano gli operatori e gli intermediari addetti al collocamento dello strumento di debito pubblico più amato dagli italiani. Durante la prima giornata di sottoscrizione riservata agli investitori retail, sono stati acquistati BTP Italia per oltre 2,3 miliardi, in calo rispetto all’ultima offerta che raggiunse i 3,37 miliardi. Il che denota che l’interesse sta scemando, come confermato anche dall’andamento della raccolta ordini nel secondo giorno di sottoscrizione. Non aiutano di certo i mercati – commentano gli esperti di Banca IMI – ancora una volta in preda al panico generale che sta travolgendo da più di una settimana i listini azionari, ma il motivo non è solo questo.  Il motivo principale – spiega uno strategist – è il tasso minimo garantito che è basso. Un retail vuole il massimo nel più breve tempo possibile e lo 0,4% su un titolo a 8 anni non è allettante. Per l’esperto quindi le richieste odierne saranno anche più basse di quelle di ieri. E’ quindi più probabile che un bond come il Btp Italia faccia più gola agli istituzionali.  

I punti di forza del BTP Italia 2024

  Detto questo, ogni risparmiatore dovrebbe però partire dal presupposto che “non e tempo per spuntare chissa’ quali rendimenti, ma dovrebbe scegliere comunque il Btp Italia, rispetto ad uno di uguale scadenza gia’ presente sul mercato, per diversi motivi. E’ quanto affermato da Maria Cannata, direttore del dipartimento del debito pubblico del Tesoro Italiano, nel corso di un’intervista a Class Cnbc. Cannata ha spiegato che gli investitori dovrebbero scegliere il Btp, innanzitutto, perche’ “lo 0,40% è un rendimento reale”; in secondo luogo, “perche’ i titoli di uguale scadenza sono nominali e quindi sono, in caso di ripresa dell’economia e dell’inflazione, soggetti a maggiori rischi”. “Il capitale del Btp Italia, invece”, ha spiegato il direttore del dipartimento del debito pubblico del Tesoro, e’ assolutamente assicurato ed “è un titolo che dà sicuramente piu’ protezione, anche perche’, qualora ci sia deflazione, c’e’ il cosiddetto floor a zero”. In altri termini, “la cedola si calcola sempre su una base di 100. Non va mai al di sotto”. In sostanza, con un minimo di ripresa dell’indice dei prezzi al consumo, “c’e’ una massima protezione”, insieme a “buone opportunità di guadagno e di performance”. Nel caso di deflazione, quindi, emergerebbe “uno dei punti di forza del Btp Italia”, proprio per il fatto che le cedole vengono sempre calcolate su un capitale di 100. Non si verificherebbe “cio’ che succede ai Btp indicizzati dove, se per l’inflazione il capitale scende a 97, la cedola si applica a 97 su 100. Su questo titolo c’e’ il cosiddetto floor; cio’ vuol dire che, male che vada”, il tasso cedolare sarà allo 0,40%, ha ribadito Cannata.  

BTP Italia oggetto di acquisto anche delle BCE

  Tornando al Btp Italia, Cannata ha chiarito che “il lotto minimo per sottoscriverlo e’ mille euro” e che “questo titolo rientra tra quelli che la Banca centrale europea di Mario Draghi si impegna a comprare secondo il nuovo programma di quantitative easing. C’e’ un compratore di ultima istanza”. “Non credo che ci sara’ un tetto agli ordini per i risparmiatori privati”, ha aggiunto poi il direttore, “visto che il ritmo di partenza è stato apprezzabile, ma non travolgente. Comunque, non c’e’ nessun frazionamento per questi; c’e’ solo per l’ultimo giorno, ovvero il giovedì, ed è riservato agli investitori istituzionali”. La piena allocazione è assicurata ed “è probabile che verranno sfruttati tutti e tre i giorni, quindi, non solo oggi, ma anche domani”, ha precisato Cannata. “Non credo che il decennale possa andare sui rendimenti negativi”, ha dichiarato il direttore a chi gli chiedeva se fosse possibile il verificarsi di una simile eventualità. In realta’, “il triennale e’ gia’ andato su tassi negativi”, ha ricordato Cannata, ma, nel complesso, “non penso che ci sara’ una compressione molto forte; forse qualche ulteriore limatura”.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, BTP Italia

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