BTp in dollari 2023, ecco cosa ci segnalano i due spread

Il BTp in dollari con scadenza settembre 2023 può essere una buona possibilità di diversificare il portafoglio, ma serve attenzione ai dati

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BTp in dollari 2023

Se il dollaro è andato forte nell’ultimo anno, sarebbe il caso di chiedersi come ciò abbia impattato sui BTp emessi in dollari. Sul mercato ne abbiamo oramai su diverse scadenze, la più breve da rimborsare in data 27 settembre 2023 (ISIN: US465410AH18). Durata residua di 16 mesi e mezzo, nel corso di questo 2022 perde il 4,5% in termini di prezzo, scendendo a una quotazione sotto 105 nella seduta di ieri. Tuttavia, il +7% messo a segno nel frattempo dal cambio euro-dollaro riporta il bilancio decisamente in area positiva. Peraltro, parliamo di un bond con cedola 6,875%. In poco più di 4 mesi, quindi, avremmo incassato anche un 2% netto sul fronte degli interessi.

Questo BTp in dollari offriva ieri un rendimento lordo del 3,15%. All’inizio dell’anno, stava ancora a 1,10%. Sappiamo che negli ultimi mesi il mercato obbligazionario sia crollato come mai da diversi decenni a questa parte. Le perdite inflitte agli obbligazionisti sono valutate nell’ordine di quasi 3.000 miliardi di dollari in tutto il mondo. Tuttavia, anche il BTp in euro di pari durata è diventato più remunerativo: offriva -0,22% a inizio anno, adesso 0,5%.

BTp in dollari, il responso dei due spread

Questi numeri ci portano già alla prima evidenza: lo spread tra BTp in dollari e BTp in euro con scadenza 2023 è salito quest’anno da circa 130 a 205 punti. Il mercato pretende un premio più alto per comprare il debito dello stesso emittente (rischio di credito teorico uguale) denominato in valuta americana. Perché? Evidentemente, dopo essere salito ai massimi da 20 anni contro la media delle altre valute mondiali e da 5 anni contro l’euro, sconta un suo indebolimento già nel medio termine.

Seconda evidenza: lo spread con il Treasury di pari durata residua nel frattempo è schizzato anch’esso da 105 a 130 punti base.

Cosa significa? Il mercato pretende rendimenti più alti dal BTp in dollari rispetto ai titoli di stato americani. Probabile che sconti un aumentato rischio di credito dell’Italia. Lo segnalano anche i CDS, passati da 91 a 116 punti base quest’anno.

In definitiva, il maggiore incremento del rendimento per il BTp in dollari segnala che il rischio di risalita del cambio euro-dollaro sia considerato elevato e, pertanto, che il rendimento effettivo alla scadenza possa rivelarsi ben inferiore. Con un cambio già appena sopra 1,07 al settembre 2023, la convenienza a comprare il BTp in dollari anziché in euro sarebbe venuta meno. Sopra 1,08, il rendimento effettivo scenderebbe sottozero.

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