BTp “green” per investimenti eco-compatibili, ipotesi del Tesoro per fare cassa a costi bassi

Emissioni di BTp "green" allo studio da parte del Tesoro. Il mercato delle obbligazioni verdi è ancora piccolo, ma reca già benefici ai debitori e accelererebbe la corsa nell'Eurozona con le voci di un intervento della BCE.

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Emissioni di BTp

E anche il Tesoro italiano pensa all’emissione di un BTp “green” o “verde”. L’ipotesi è sul tavolo di Palazzo Chigi, legata alla volontà espressa del governo Conte di finanziare un piano di investimenti ecologici, o sarebbe meglio definire “eco-compatibili”, cioè che siano in grado di transitare l’economia italiana verso un maggiore rispetto dell’ambiente.

Di BTp green si parla da almeno due anni negli ambienti di Via XX Settembre, tra ipotesi di taglio e caratteristiche che lo rendano alla portata anche delle famiglie. Insomma, dovrebbe debuttare come bond retail e al contempo essere rivolto anche agli investitori istituzionali. Sì, ma di cosa si tratta nel concreto?

Il mercato delle obbligazioni green si va ampliando nel mondo e nel primo semestre del 2019 le emissioni hanno superato i 100 miliardi di dollari. Di solito, trattasi di titoli corporate, ma negli ultimi tempi ci hanno fatto un pensierino anche i governi, tant’è che l’Olanda ha preso la palla al balzo nei mesi scorsi con l’emissione di un bond sovrano di circa 6 miliardi, registrando ordini per 3,5 volte superiori. I bond green devono ricevere il sigillo di Climate Bond Action, che nei fatti garantisce agli investitori che i relativi proventi verranno destinati ad utilizzi ecologici.

Anche l’Olanda si butta sui “green bond”, ecco cosa c’è dietro alle obbligazioni verdi

Perché emettere obbligazioni verdi al posto di quelle ordinarie? Semplice: il mercato è disposto a comprare debito eco-compatibile a costi inferiori! Fondi, banche, Etf e assicurazioni si mostrano maggiormente propensi a investire in questi titoli, segnalando al mercato la loro “sensibilità” sui temi ambientali e attirando così clientela. Per dircelo senza fronzoli, si tratta di una strategia di marketing, che strizza l’occhio a una fetta crescente della popolazione interessata a lasciare alle future generazioni un mondo meno inquinato e a lottare contro i cambiamenti climatici.

Bond “green” nel QE2 della BCE?

Tornando ai BTp green, poiché dovrebbero sostenere un piano di investimenti ambientali, immaginiamo che la loro durata sia lunga o medio-lunga.

Considerando che al momento un decennale offre un rendimento in area 0,85%, possiamo azzardare che la sua versione verde non andrebbe oltre i tre quarti di punto percentuale. Per lo stato, un risparmio che si aggiungerebbe a quelli già registrati alle ultime aste, tra cambio di governo e ulteriore allentamento monetario nell’Eurozona.

Al termine del primo semestre, l’Italia figurava al decimo posto per emissioni green quest’anno con circa 3 miliardi di euro, dietro ai quasi 4 della Spagna, ai 6 della Germania e agli oltre 15 della Francia, prima al mondo e seguita a ruota dagli USA. E che questo mercato sia destinato a crescere lo fa sperare anche qualche rumor in arrivo da Francoforte, secondo il quale la BCE destinerebbe una parte degli acquisti ai bond “green” con la riattivazione del “quantitative easing” dal prossimo mese. Se così fosse, ci ritroveremmo una domanda automaticamente elevata sul mercato secondario, tale da comprimerne ulteriormente i rendimenti e incentivarne le emissioni, sovrane incluse.

Tuttavia, se anche la BCE iniziasse a rastrellare obbligazioni verdi, dovrebbe andarci con i piedi di piombo, essendo le dimensioni di questo mercato ancora molto ridotte e prevedendo il QE che i titoli siano stati emessi da almeno 2 anni per essere acquistati. E il fenomeno sta attecchendo solo di recente, per cui gli emittenti, specie i governi dell’Eurozona, dovrebbero pazientare ancora un po’ per raccogliere i frutti dell’intervento di Francoforte, sebbene possano già confidare in costi di emissione più bassi di quelli ordinari. E non è poco di questi tempi, quando già i rendimenti giacciono ai minimi di sempre.

Obbligazioni verdi tedesche di cittadinanza al 2%? Troppo bello per crederci 

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