BTp Futura, risultati terza giornata deboli: collocamento va avanti, colpito da Pfizer

Domanda debole per i titoli del debito retail del Tesoro. L'annuncio del vaccino ha reso più critico l'andamento dell'emissione in corso.

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L'effetto-vaccino rema contro il BTp Futura

La terza giornata di collocamento del nuovo BTp Futura con scadenza novembre 2028 (ISIN: IT0005425753) è andata così così. Ha raccolto ordini per 1 miliardo, che aggiungendosi a quelli dei primi due giorni sono saliti a un totale di 4,92 miliardi, un po’ meno dei 5,22 miliardi raccolti dal BTp Futura luglio 2030 questa estate nelle prime tre giornate. Al termine della giornata di ieri, il Tesoro avrebbe potuto annunciare la fine anticipata del collocamento. Poiché ciò non è avvenuto, l’operazione andrà certamente avanti almeno fino a tutta la giornata di domani. Probabilmente, si concluderà venerdì pomeriggio.

BTp Futura 2028: collocamento al via, cosa devi sapere per investire

Dicevamo, domanda relativamente debole, per quanto non deludente. Non gioca a favore degli ordini il fatto che questa emissione stia avvenendo praticamente alla fine dell’anno e nel bel mezzo delle incertezze tra le famiglie per la seconda ondata di contagi Covid. Tra restrizioni già imposte e altre in arrivo, non è di certo il momento ideale per privarsi della liquidità finanche per 8 anni e guardare con serenità al futuro.

A inizio settimana, poi, è arrivata la notizia che il vaccino sperimentale di Pfizer e BioNTech sia risultato efficace nel 90% dei casi, ben più del 50% minimo richiesto dalle autorità americane per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio. Questo annuncio ha fatto molto bene ai mercati azionari, non nel complesso a quelli obbligazionari. La “rotazione” degli investimenti a cui sta portando tra i diversi comparti penalizza i “safe assets” come i titoli di stato, dando smalto semmai alle obbligazioni “high yield”. Quelle americane hanno visto già scendere i rendimenti medi al nuovo minimo storico del 4,76%.

Il vaccino di Pfizer non immunizza il BTp Futura

Questo avrà indotto alcune famiglie italiane a guardarsi attorno e a puntare su altri titoli per spuntare opportunità di guadagno maggiori e in un lasso di tempo inferiore.

Considerate che le stesse obbligazioni di Pfizer dopo l’annuncio sono scese di prezzo, a fronte di un +6,3% segnato dalle azioni in due giorni. L’obbligazione con scadenza nel marzo 2039 e cedola 7,20%, ad esempio, ha perso l’1,75%, offrendo un rendimento lordo annuale del 2,20%. Lo stesso dicasi per le scadenze più ravvicinate. Perché? Essendo titoli ad alta qualità (rating AA-/A/A1), il mercato le ha scartate a favore di altri più rischiosi e remunerativi e divenuti più appetibili con la prospettiva di un vaccino tra qualche mese in commercio.

L’impatto del vaccino sui BTp e perché non ci sarebbe molto da festeggiare

Peraltro, se la fine della pandemia iniziasse a intravedersi, meglio sarebbe a quel punto puntare su un asset come il BTp Italia. Anch’esso un retail, pur divenuto spurio negli anni, ma che a differenza del BTp Futura protegge il capitale investito dalla perdita del potere di acquisto. E con la ripresa dell’economia, il rischio di reflazione sarebbe concreto. Perché rischiare di subirne gli effetti per un misero neppure 1% di rendimento che il titolo ci offrirebbe alla scadenza nello scenario migliore, cioè comprensivo di un premio fedeltà del 3%? In effetti, oggi come oggi il BTp Italia maggio 2025 e cedola reale 1,40% (ISIN: IT0005410912) offre un rendimento minimo dello 0,26%, circa 20 punti base in più del bond “benchmark” a 5 anni e solo 35 in meno della cedola media del BTp Futura in corso di emissione, pur a fronte di una scadenza più corta di 3 anni.

A conti fatti, basterebbe un’inflazione media di circa un terzo di punto percentuale per garantire all’obbligazionista un rendimento uguale. Ma nel caso in cui l’inflazione rialzasse la testa, il BTp Futura si mostrerebbe incapace di proteggere il capitale, mentre il BTp Italia si apprezzerebbe per lo spostamento della domanda verso questi bond “inflation-linked” e consentirebbe all’obbligazionista di realizzare qualche discreta plusvalenza.

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