BTp Futura, risultati definitivi e una certezza: non sono il rimedio al debito pubblico

Il Tesoro ha concluso ieri il collocamento del secondo BTp Futura, che stavolta ha durata di 8 anni e arriverà in scadenza nel novembre 2028, (ISIN: IT0005425753). La domanda si è fermata complessivamente a 5,71 miliardi di euro, sotto i 6,13 miliardi che raccolse a luglio il primo bond retail di questo genere. Non possiamo […]

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Risultati BTp Futura novembre 2028

Il Tesoro ha concluso ieri il collocamento del secondo BTp Futura, che stavolta ha durata di 8 anni e arriverà in scadenza nel novembre 2028, (ISIN: IT0005425753). La domanda si è fermata complessivamente a 5,71 miliardi di euro, sotto i 6,13 miliardi che raccolse a luglio il primo bond retail di questo genere. Non possiamo parlare di vero flop, ma come abbiamo avvertito sin dal primo giorno della settimana, non si può per contro neppure affermare che siamo di fronte a un grosso successo. Poiché il titolo è acquistabile dai soli investitori individuali, i risultati dell’emissione forniscono nei fatti il polso della situazione tra i risparmiatori, ossia le famiglie.

Le cedole saranno tre e crescenti negli anni: 0,35% per i primi 3 anni; 0,60% per i successivi 3 anni; 1% per gli ultimi 2 anni. Alla scadenza, verrà riconosciuto un premio fedeltà dell’1-3% agli obbligazionisti che hanno acquistato il BTp Futura in fase di collocamento e lo manterranno in portafoglio fino all’ultimo giorno. L’entità del premio, come sappiamo, dipenderà dalla crescita del PIL nominale italiano tra il 2020 e il 2027.

Questo bond, similmente ai BTp Italia lanciati sul mercato sin dal 2012, punta a raccogliere i capitali tra i risparmiatori domestici, offrendo loro condizioni vantaggiose rispetto a quelle ordinarie di mercato. La differenza sostanziale con il BTp Italia risiede nel fatto che qui la cedola è fissa, pur crescente nel tempo, non legata all’inflazione. Inoltre, il premio fedeltà è stato fissato a livelli molto più elevati e non in misura fissa, bensì sulla base dell’andamento dell’economia.

BTp Futura 2028: collocamento al via, cosa devi sapere per investire

BTp Futura insufficienti per stabilizzare il debito pubblico

In un certo senso, il BTp Futura sarebbe una scommessa sul debito pubblico italiano e sulla crescita della nostra economia.

Esso servirebbe a sostenere le emissioni sovrane del Tesoro in frangenti difficili come questo, allentandone la dipendenza dagli investitori istituzionali; quelli esteri, in particolare, hanno finalità perlopiù speculative ed espongono i nostri bond alla volatilità dei prezzi/rendimenti sul mercato. Ecco, il BTp Futura punterebbe molto più del BTp Italia ad accrescere le detenzioni stabili del nostro debito presso le famiglie.

Possiamo dircelo con estrema franchezza: se questi sono i chiari di luna, il piano resta una pura velleità. Quest’anno, le emissioni lorde del Tesoro dovrebbero ammontare a circa 500 miliardi di euro. Ci sono voluti 10 giorni di collocamento dedicato per le due emissioni, una campagna martellante e condizioni di favore per attirare meno di 12 miliardi dalle tasche dei risparmiatori. Parliamo di neppure il 2,5% della domanda complessiva dello stato nei 12 mesi.

L’Italia non è l’unico emittente sovrano ad offrire condizioni di favore ai risparmiatori domestici. Negli USA, i Savings Bonds offrono cedole bassissime, ma il loro valore nominale viene raddoppiato dopo 20 anni di detenzione, cosa che equivale oggi come oggi a garantire un rendimento extra annuo del 3,5%. Nel caso dei BTp Futura 2028, le cedole partono basse e sotto i livelli di rendimento del bond di pari durata, mentre il premio fedeltà è un puro atto di fede, essendo legato al PIL, che negli ultimi decenni non ha proprio fatto faville. Da soli, non possiamo immaginare seriamente che siano sufficienti a sganciarci dalla morsa dello spread in eterno agguato.

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