BTp Futura novembre 2028, il rendimento scende già allo 0,55%

Positivo il debutto del nuovo bond retail sul mercato secondario, sebbene ciò significhi un rendimento alla scadenza più basso per i nuovi acquirenti.

di , pubblicato il
BTp Futura 2028, rendimenti in calo sul MOT

Il BTp Futura 17 novembre 2028 (ISIN: IT0005425761) è sbarcato ieri sul Mercato Obbligazionario Telematico (MOT) di Borsa Italiana. Il collocamento è avvenuto nel corso dell’intera settimana scorsa e ha soddisfatto ordini per 5,7 miliardi di euro. Il debutto è stato positivo. Complici le buone notizie sul fronte dei vaccini contro il Covid, dopo il secondo annuncio in tal senso di Moderna, il titolo ha chiuso la prima seduta con un rialzo dello 0,40% e oggi guadagna un altro po’. Stamattina, scambiava a 100,51.

L’apprezzamento equivale a un minore rendimento per chi lo comprasse solo oggi dopo il collocamento. E, in particolare, il rendimento lordo alla scadenza risulta sceso allo 0,55%. Ricordiamo che il titolo corrisponde un premio fedeltà dell’1-3% alla data di rimborso del 17 novembre del 2028, ma solo a quanti abbiano acquistato in fase di collocamento e deterranno il bond in portafoglio fino alla fine. Pertanto, questo rendimento extra non vale più per i nuovi acquirenti e di esso non si deve tenere conto per valutarne l’appetibilità. Le cedole che saranno staccate su base semestrale saranno dello 0,35% all’anno per i primi tre anni, dello 0,60% per i successivi tre anni e dell’1% per l’ultimo biennio.

BTp Futura, risultati definitivi e una certezza: non sono il rimedio al debito pubblico

BTp Futura, rendimento resta a premio

Dunque, la cedola lorda media annuale è di quasi lo 0,61%. Alla scadenza, però, ai prezzi odierni subiremmo una lieve minusvalenza, che ci deprimerebbe il rendimento dell’investimento. Comunque sia, questo rimarrebbe di 16-17 punti base (+0,16-0,17%) superiore al rendimento offerto dal BTp ordinario con cedola unica fissa. Quanto agli scambi, ieri ne sono stati realizzati 852 per un controvalore totale di 59 milioni di euro, per cui ciascun contratto è stato mediamente di circa 69.250 euro.

Chi avesse comprato il titolo in fase di collocamento e lo avesse rivenduto oggi, a casa porterebbe un guadagno nell’ordine del mezzo punto percentuale. Poco, ma corrispondente alle prime tre cedole semestrali messe insieme. In sostanza, il rendimento di un anno e mezzo sarebbe stato incassato in poco più di 24 ore dallo sbarco del bond sul MOT.

Ricordiamo che i BTp Futura non beneficiano direttamente dell’accomodamento monetario della BCE, in quanto sono esclusi dagli acquisti con il “quantitative easing” e il PEPP, trattandosi di obbligazioni con cedole step up. In un certo senso, questo sarebbe il motivo principale per il quale offrano rendimenti a premio rispetto agli omologhi ordinari per scadenza. Lo stesso dicasi, infatti, per il BTp 14 luglio 2030 (ISIN: IT0005415291). Ai prezzi odierni, rendono lo 0,88%, circa 30 centesimi in più rispetto alla scadenza decennale “benchmark”. Dal loro debutto sul secondario a luglio ne sono stati scambiati per oltre 2 miliardi di euro, pari a una media di 47.500 euro per contratto. Di fatto, è passato di mano un terzo del capitale massimo negoziabile, segno che le famiglie si mostrerebbero disposte a tenere il bond in cassetto a lungo, magari fino alla fine per mettere mano sul premio fedeltà.

BTp Futura, ecco il possibile impatto del nuovo lockdown sul premio fedeltà

[email protected] 

Argomenti: , , ,