BTp Futura, l’accoglienza resta “tiepida” anche sul mercato secondario

Il bond retail emesso dal Tesoro non riscuote un grosso successo neppure al MoT di Borsa Italiana, come dimostrano prezzi e rendimento.

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Il bond retail emesso dal Tesoro non riscuote un grosso successo neppure al MoT di Borsa Italiana, come dimostrano prezzi e rendimento.

Il BTp Futura (ISIN: IT0005415291) ha pochi giorni di vita, avendo debuttato sul mercato secondario solamente il 14 luglio scorso. Sappiamo che il primo vero bond retail del Tesoro ha riscosso ordini per circa 6,1 miliardi di euro, nettamente inferiori ai 14 miliardi che in appena tre giornate aveva attirato il BTp Italia a maggio. Qui, siamo in presenza di un titolo con cedole crescenti e il cui rendimento alla scadenza del 14 luglio 2030, all’atto del suo collocamento alla pari, era stimabile all’1,2850%.

BTp Futura, com’è andata e perché non sono la soluzione al debito pubblico

Da quando è negoziabile al MoT di Borsa Italiana, il BTp Futura è sceso sotto la pari e viaggia oggi in area 99,93 centesimi, per cui il sui rendimento lordo risulta innalzatosi di poco all’1,29%. Poche variazioni, ma che già ci segnalano quanto scarsamente attraente sia tra i risparmiatori, se è vero che nello stesso momento il decennale di riferimento con cedola fissa offra un rendimento dell’1,18%, cioè più basso di oltre un decimo di punto percentuale.

Se considerate che il BTp Futura corrisponda un premio alla scadenza fino al 3% del capitale investito, di fatto è come se all’emissione avesse offerto un rendimento fino a ridosso dell’1,60%. Eppure, non c’è stata alcuna corsa ad acquistarlo. Per prima cosa, perché tale premio verrà concesso solo a quanti abbiano acquistato il bond nel corso del collocamento e lo deterranno fino alla fine. Ne consegue che per gli investitori che volessero inserirlo in portafogli in questi giorni, esso non esiste e l’unico “premio” che riscuoterebbero sarebbe il rendimento extra rispetto al decennale ordinario.

Scambi poco vivaci

Proprio quest’ultimo, però, continua a non incantare per il semplice fatto che il rendimento da noi calcolato risulta dalla media delle cedole corrisposte nell’arco del decennio e che partono da un minimo dell’1,15% per i primi 4 anni e arrivano a un massimo dell’1,45% dell’ultimo triennio, passando per l’1,30% del triennio precedente.

Tuttavia, oggi come oggi acquistare il BTp Futura sul MoT equivale a doversi accontentare di una cedola annuale fino al luglio 2024 dell’1,15% e che rapportata all’investimento rimarrebbe tale. Questo, a fronte di una cedola dell’1,35% fissa del BTp aprile 2030, l’attuale “benchmark” a 10 anni.

E così, nelle prime quattro sedute sono stati scambiati titoli per 54 milioni di euro, pari a una media di 35.000 euro per contratto. Per quanto si tratti di un arco temporale fin troppo breve per trarne un bilancio, possiamo già affermare che al suo esordio sul mercato secondario sia passato di mano per appena un quinto di punto percentuale al giorno rispetto alla massa totale negoziabile. In realtà, il Tesoro potrebbe scorgervi un successo, perché l’obiettivo dichiarato per questo bond consiste nel fidelizzare nuovamente le famiglie, incentivandole a mantenere fino alla scadenza i titoli di stato acquistati. Se così fosse, la vita poco vivace di questi BTp sul secondario indurrebbe a pensarci due volte prima di inserirli in portafoglio per le medio-lunghe scadenze.

BTp Futura davvero bond adatto per scommettere sulla ripresa economica italiana?

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