BTp Futura davvero bond adatto per scommettere sulla ripresa dell’economia italiana?

Il titolo di stato con cedole crescenti viene propinato dal Tesoro come uno strumento per scommettere sulla ripresa dell'economia italiana dopo l'emergenza Covid-19. Ecco perché non sarebbe così.

di , pubblicato il
Il titolo di stato con cedole crescenti viene propinato dal Tesoro come uno strumento per scommettere sulla ripresa dell'economia italiana dopo l'emergenza Covid-19. Ecco perché non sarebbe così.

La terza giornata di collocamento del BTp Futura ha visto ordini in linea con i ritmi della seconda, ma in rallentamento rispetto alla prima, per quanto nel complesso i dati appaiano buoni: 5,7 miliardi di euro, 1,7 in più rispetto a martedì sera. Il bond presenta tre cedole crescenti nell’arco del decennio, con la prima fissata all’1,15%, la seconda all’1,30% e la terza all’1,45%. Il rendimento medio alla scadenza è, quindi, dell’1,2850%, che si confronta con circa l’1,20% del decennale di ieri sul mercato secondario. Dunque, già all’atto della sua emissione il nuovo titolo si mostra un po’ più generoso e senza considerare che alla scadenza erogherà anche un premio fedeltà dell’1-3% nel caso in cui fosse stato mantenuto in portafoglio fin dal collocamento.

BTp Futura, attenzione alle commissioni bancarie

Poiché il premio fedeltà è legato alla crescita del pil nominale tra il 2020 e il 2029, il Tesoro ha presentato il BTp Futura come un bond adatto per scommettere sulla ripartenza dell’economia italiana dopo l’emergenza Coronavirus. Ma è davvero così? Cerchiamo di capirlo con un semplice ragionamento.

L’economia italiana dovrebbe rimbalzare l’anno prossimo, anche se verosimilmente resterà sotto i livelli del 2019 per ancora qualche anno. La ripresa potrebbe rivelarsi lenta, considerato che ancora oggi dobbiamo recuperare oltre il 4% di pil reale rispetto ai livelli di fine 2007, l’anno che ha preceduto la crisi finanziaria mondiale. Senza una veloce uscita dalla nuova crisi, rischiamo di arrivare alla scadenza con un bond che ci offrirebbe un premio fedeltà per una percentuale minima rispetto alla forchetta sopra indicata. Poca roba lo 0,10% di rendimento annualizzato in più.

Cosa succederebbe con alta crescita

Certo, ci sarebbe sempre la possibilità di un colpo d’ali per il pil italiano nel prossimo decennio, magari a seguito di riforme economiche e di una migliore congiuntura nell’Eurozona.

Ricordatevi, però, che generalmente il surriscaldamento dei tassi di crescita coincide con un’accelerazione dell’inflazione. E se è vero che quest’ultima sosterrebbe il pil nominale, “gonfiando” il premio fedeltà da corrispondere alla scadenza, d’altra parte eroderebbe il potere di acquisto delle cedole e del capitale. Le prime saliranno fino a un massimo dell’1,45%, sotto il tasso-obiettivo della BCE, che è “vicino, ma di poco inferiore al 2%”.

BTp Futura, ecco le cedole: conviene rispetto ai titoli di stato alternativi?

Anche a fronte di un eventuale premio fedeltà del 3%, quindi, equivalente a un rendimento annuale extra dello 0,30% corrisposto a posteriori, ci ritroveremmo dinnanzi a un capitale “svalutato” tra 10 anni, in quanto l’inflazione lo avrebbe intaccato più di quanto ad oggi stimato. E le stesse cedole finirebbero per nemmeno remunerarlo, attestandosi su livelli reali appena positivi, se non apertamente negativi. Viceversa, nel caso del BTp Italia, l’aggancio delle cedole all’inflazione consentirebbe di raccogliere maggiormente i frutti di un’eventuale accelerazione della crescita economica, sebbene non necessariamente questa si accompagnerebbe a una lievitazione dei prezzi. Il caso peggiore? La stagflazione. Il pil nominale crescerebbe, ma a fronte di quattro lire di premio fedeltà si verrebbe rimborsati di un capitale di molto svalutato e si incasserebbero cedole largamente insufficienti.

Se davvero avesse voluto essere uno strumento per puntare sulla crescita, il BTp Futura avrebbe dovuto corrispondere cedole magari più basse fino alla scadenza, in cambio di un premio fedeltà massimo molto più elevato. Il punto è che sarebbe risultato poco credibile, dati i precedenti dell’Italia negli ultimi decenni. Nessuno si aspetta un nuovo boom economico da qui ai prossimi anni, per cui siamo in presenza di un bond semplicemente premiante l’obbligazionista cassettista sulla base dei tassi di crescita del pil, fatto salvo un extra minimo superiore a quello sinora previsto dai BTp Italia.

A questo punto, meglio puntare sui titoli che proteggono dal rischio inflazione.

[email protected] 

 

Argomenti: , , ,