BTp Futura, dati seconda giornata e perché le cedole verrebbero alzate a fine collocamento

La seconda giornata di collocamento del bond retail conferma ordini in linea con l'emissione di luglio. E sul mercato secondario i rendimenti italiani risalgono.

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Il Tesoro ritoccherà le cedole del nuovo BTp Futura a fine collocamento?

Ieri, la seconda giornata di collocamento del BTp Futura ha esitato ordini per altri 1,4 miliardi di euro, portando il totale dei primi due giorni a 3,92 miliardi, sostanzialmente in linea con i 4,05 miliardi dello stesso frangente per il BTp Futura emesso a luglio. Il mercato, intanto, s’interroga sulla convenienza di questa seconda emissione in pochi mesi. Il tasso d’interesse medio corrisposto nell’arco degli 8 anni di durata dell’investimento sarà dello 0,53% netto. Poco? Tanto? Quanto basta?

Il Tesoro non appone cedole a caso sui titoli che colloca sul mercato, in quanto si rifà alle condizioni vigenti su quest’ultimo. Sia nel caso del BTp Futura di luglio che in quello attuale, ha dimostrato di voler offrire agli obbligazionisti un rendimento superiore a quello che sulla medesima scadenza gli stessi strapperebbero sul secondario. Questo, perché bisogna tenere in considerazione che i piccoli risparmiatori non sono come gli investitori istituzionali. A differenza di questi ultimi, puntano perlopiù a detenere i bond nel cassetto fino alla scadenza e riescono a muovere nel complesso minore liquidità negli scambi giornalieri.

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Ora, venerdì scorso il Tesoro comunicava le tre cedole crescenti rispettivamente allo 0,35% per i primi 3 anni, allo 0,60% per il quarto, quinto e sesto anno e dell’1% per gli ultimi due anni. La cedola media lorda annua si attesta così allo 0,60625%, superiore di quasi un quinto di punto percentuale rispetto allo 0,42-3% che offriva in quelle stesse ore il “benchmark” a 8 anni con cedola fissa e unica. E senza considerare che alla scadenza verrà corrisposto anche un premio fedeltà dell’1-3% a favore di chi ha acquistato il titolo in fase di collocamento e lo deterrà fino all’ultimo giorno.

Rendimenti in rialzo, cedole pure?

Da allora, però, i rendimenti lungo la curva sono risaliti un po’. Il BTp a 8 anni offre adesso 10 punti base più di giovedì/venerdì scorsi. Pertanto, il “premio” riconosciuto dal Tesoro agli obbligazionisti si riduce a una manciata di punti base, meno di una decina. E’ accaduto, infatti, che l’apparente vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali, pur contestata dal presidente uscente Donald Trump, unitamente alla notizia di un possibile vaccino anti-Covid disponibile sul mercato da fine anno, abbiano spronato gli investitori un po’ di più al rischio, indebolendo le quotazioni dei titoli di stato.

Sappiamo che al termine del collocamento, il Tesoro ha facoltà di alzare la seconda e la terza cedola. Probabile che lo faccia, specie se il collocamento andasse avanti fino alla giornata di venerdì e i rendimenti continuassero a salire per i BTp già emessi e negoziabili sul MOT di Borsa Italiana. C’è da dire, però, che la notizia del vaccino da un lato deprimerebbe le prospettive di guadagno dei bond più sicuri, dall’altro incoraggerebbe l’acquisto dei BTp Futura. Il premio fedeltà dipende dall’andamento dell’economia italiana tra quest’anno e il 2027 e se il vaccino venisse realmente commercializzato dai prossimi mesi, il PIL italiano rimbalzerebbe più velocemente di quanto previsto ormai da qualche mese a questa parte, “gonfiando” il rendimento complessivo alla scadenza. E’ pur vero, tuttavia, che gli obbligazionisti sembrano assegnare scarsa importanza al premio fedeltà, essendo un rendimento extra corrisposto solo alla scadenza e sempre che si deterrà il titolo fino ad allora. Per questo, l’interesse maggiore si concentra sulle cedole, quelle che il Tesoro al più tardi tra due giorni potrebbe rivedere al rialzo.

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